Bassano in Teverina – Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore Carlo Galeotti, sono Paola Biribanti, l’autrice della monografia dedicata a Gino Boccasile, uscita una decina di anni fa per Castelvecchi e recentemente ripubblicata, in edizione corretta e aggiornata (Boccasile. «La signorina grandi firme» e altri mondi, ndr).
Per puro caso ho saputo della mostra su Boccasile da lei ideata e realizzata a Bassano in Teverina, e sono subito andata a visitarla.
Faccio a lei e al comune di Bassano in Teverina i miei complimenti per l’originalità della manifestazione e per il coraggio dell’iniziativa. Boccasile continua ad essere un argomento scomodo.
Mi sarebbe molto piaciuto poter partecipare alla passeggiata guidata attraverso le vie e le piazze del borgo, come anche scambiare con lei nozioni e commenti sulle leggendarie copertine di “Paris Tabou”, che restano tra i momenti meno indagati e conosciuti dell’attività di Boccasile.
Saluti e ancora complimenti.
Paola Biribanti
Porteremo Boccasile di nuovo sui muri delle nostre città. E questa è una promessa. Tanto per far capire che cosa stiamo facendo. E i suoi complimenti ci servivano come il pane per poter andare avanti nel nostro progetto.
I suoi complimenti ci rafforzano nella nostra intenzione di portare le mostra Boccasile maestro dell’erotismo fascista nelle strade e nelle piazze. E i suoi complimenti valgono triplo poiché lei è l’unica che abbia dedicato al grande illustratore, molto amato dagli italiani, un libro monografico e degno di questo nome. E va detto, anzi glielo confesso, mi ha bruciato sul tempo. Da anni pensavo di scrivere un libro su Boccasile. Poi il lavoro mi ha portato lontano dal progetto. Ma è andata meglio così. Il suo libro è certamente migliore, più preciso, più dettagliato di quanto avrei mai potuto fare io.
Ieri si è chiusa la mostra di Bassano in Teverina, che ha avuto un ottimo riscontro, da tutti i punti di vista. Ma le annuncio con molto piacere che il 26 ottobre partirà una mostra più ampia e complessa su Boccasile erotico a Viterbo. E quindi la invitiamo alla prossima mostra che riporterà Boccasile nelle strade. La invitiamo a dare un contributo di idee e di progettualità, se vuole.
In cantiere abbiamo altre mostre in altre città italiane.
Certo, come lei ha giustamente sottolineato, Gino Boccasile è un artista scomodo. Io direi scomodissimo, vista la sua biografia. Ma forse va detto che è stato meno furbo della gran parte degli intellettuali italiani in buona parte fascisti e poi, subito dopo il tracollo del regime, grandi militanti di sinistra. Un caso su mille? Curzio Malaparte…
Chi si vuole divertire può andare alla biblioteca nazionale e vedere non poche riviste fasciste piene di buchi e tagli. Lei sa cosa sono, ovviamente, sono i tagli fatti dai molti intellettuali italiani che così hanno asportato i loro articoli. Per nascondere la loro militanza fascista.
Insomma, va ricordato che da Pirandello in giù, molti sono stati quelli che Mussolini chiamava “canguri giganti”, sempre pronti a metter nella borsa le prebende di stato.
Anchiviata questa questione, se lei vorrà, ci vediamo a Viterbo e poi in altre città italiane. Grazie ancora per i suoi complimenti e per il suo di coraggio.
Carlo Galeotti
– Boccasile maestro dell’erotismo fascista di Carlo Galeotti


