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Il giornale di mezzanotte - Viterbo - Suor Francesca Pizzaia, alcantarina della basilica dedicata alla patrona, parla della santa - In questi giorni il corpo è esposto nella sala capitolare del monastero - FOTO E VIDEO

“Se Rosa tornasse direbbe a tutti che siamo presi solo da immagine e apparenza…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – A Cesare quel che è di Cesare. A Dio, ciò che è di Dio. Una festa di santa Rosa senza trasporto. E con due anime. Da un lato quella laica, che il 3 sera s’è presa cura del mancato passaggio, dall’altra, quella religiosa che, tutti i giorni, accudisce la patrona della città. Nel monastero che porta il suo nome. In cima alla salita che ogni anno fanno i facchini portandosi a spalla la macchina fino al Santuario. Poco distante c’è infine la casa dove Rosa ha vissuto appena 18 anni.

Una donna, Rosa, che “se oggi tornasse – ha detto suor Francesca Pizzaia, custode del monastero e del corpo di santa Rosa – ai viterbesi direbbe che forse abbiamo dimenticato i motivi per cui viviamo, presi solo da ciò che è apparenza e immagine. E che dovremmo invece andare all’essenzialità della vita”.


Viterbo - Santa Rosa nella sala capitolare del monastero

Viterbo – Santa Rosa nella sala capitolare del monastero


L’altra sera due fasci di luce a San Sisto e alla chiesa della Santa, sponsorizzati dal comune, e un video-mapping della Rete delle grandi macchine a spalla proiettato sulla facciata della cattedrale.

Al monastero invece, in questi giorni, il corpo di santa Rosa è stato spostato dall’urna all’interno del Santuario alla sala capitolare. “Per dare la possibilità ai tanti fedeli – spiega suor Francesca Pizzaia – di sostare davanti al corpo di Santa Rosa. Insieme al vescovo Lino Fumagalli abbiamo pensato di portare il corpo della santa nella sala capitolare perché è più spaziosa e si è più in sicurezza. Assieme al corpo, attorno, anche i costumi del corteo storico. Per arricchire la sala”.



Una scelta essenziale. Per la prima volta. Per evitare assembramenti e rendere la visita più semplice possibile. Senza mettere in difficoltà nessuno e dare a tutti il tempo di pregare la santa e, prima di uscire, visitare lo splendido cortile del monastero o le sale accanto con la mostra dedicata ad alcune figure di santi viterbesi. Il tutto nel rispetto della normativa Covid. Poi tutti con le mascherine, con tanto di controllo della febbre ad ogni ingresso. Santuario, monastero e casa. 


Viterbo - Suor Francesca Pizzaia

Viterbo – Suor Francesca Pizzaia


“Una festa particolare quest’anno – commenta suor Francesca – dove non c’è stata la processione del cuore e il trasporto della Macchina. Però questo è un tempo per pregare e chiedere a Rosa di continuare a intercedere per ciascuno di noi”.

Suor Francesca Pizzaia è la custode, assieme ad altre sorelle dell’ordine delle Alcantarine, del monastero e del corpo di santa Rosa. Una donna affabile e attiva nel tessuto sociale cittadino. Il monastero durante il lockdown ha ospitato e dato assistenza, assieme alla Caritas, a numerosi senza tetto. Evitando inoltre che potessero passare guai in violazione delle leggi dovute all’emergenza Coronavirus. 


Viterbo - Santa Rosa nella sala capitolare del monastero

Viterbo – Santa Rosa nella sala capitolare del monastero


“Più che il trasporto – aggiunge suor Francesca – alla città penso sia mancata la festa. Quel clima che si crea. Ma abbiamo potuto notare che Rosa non è stata mai sola. La fila arrivava a piazza del Teatro. La cosa importante è celebrare la festa. E noi l’abbiamo celebrata assieme a tante altre persone”.


Viterbo - Il santuario di Santa Rosa

Viterbo – Il santuario di Santa Rosa


Santuario, monastero e casa, il via vai è continuo. Un percorso gestito da donne. Da suor Francesca al personale che si trova alla vendita dei souvenir. Fanno squadra. Sono unite e lo trasmettono. Un mondo, quello del monastero con il corpo della Santa, tutto al femminile. Teso a custodire, più che a mostrare. Una forza antica che qui, dietro a queste mura, sembra aver sbarrato la strada agli uomini e al potere per lasciar spazio agli affetti e all’amore. Sorelle in Cristo.


Viterbo - Il roseto del monastero di Santa Rosa

Viterbo – Il roseto del monastero di Santa Rosa


“Rosa è stata una donna – sottolinea suor Francesca – che si è presa cura dei deboli nonostante lei stessa fosse povera. Una donna al servizio, nonostante i suoi limiti fisici. Non si è mai fermata. Una donna piena di vita che con la sua vita restituisce la sua gratitudine a Dio”.


Viterbo - La casa di Santa Rosa

Viterbo – La casa di Santa Rosa


Una donna, ha poi concluso suor Francesca, che se tornasse oggi “ai viterbesi direbbe che forse abbiamo dimenticato i motivi per cui viviamo, presi solo da ciò che è apparenza e immagine. E che dovremmo invece andare all’essenzialità della vita. Ecco, credo che se Rosa tornasse ai viterbesi direbbe questo”.

Daniele Camilli


Multimedia: Fotogallery: Il monastero e il corpo di Santa Rosa – Video: Suor Francesca racconta Santa Rosa


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7 settembre, 2020

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