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Viterbo - Sono quelle provenienti dalle terme romane del Bacucco, oggi sparse per la città e forse pure ai piedi della Palanzana - FOTO

Le colonne d’Ercole della città dei papi…

di Daniele Camilli
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Viterbo – Sono un po’ come le colonne d’Ercole. Limite e confine. Le colonne d’Ercole della città dei papi. Colonne che vengono da una delle antiche terme romane delle campagne viterbesi, dove pare ve ne fossero una quindicina. In un raggio di appena 11 chilometri. Oggi soltanto ruderi sparsi in mezzo ai campi.

Come quelli delle terme del Bacucco, lungo la strada che si stacca dalla Cassia nord per portare a Marta, Capodimonte e Valentano. Le colonne che sembrano di granito vengono da lì. Antichissime. Terme del Bacucco disegnate anche da Michelangelo Buonarroti che c’andava a fare il bagno.


Viterbo - Le colonne d'Ercole della città dei papi

Viterbo – Le colonne d’Ercole della città dei papi


Colonne che già nella prima metà dell’ottocento erano state portate via dal sito di appartenenza. Per rivivere nel tessuto cittadino acquisendo anche la forma di un simbolo.


Viterbo - Le terme romane del Bacucco

Viterbo – Le terme romane del Bacucco


Due colonne delle terme romane del Bacucco stanno a piazza del comune. Una all’angolo tra il palazzo della prefettura e via San Lorenzo. L’altra all’imbocco di via Roma sul palazzo dove c’è l’ufficio del sindaco. Entrambe sorreggono il leone, che rappresenta la città.



Altre due colonne delle terme del Bacucco dovrebbero poi essere quelle che stanno ai lati della porta principale d’ingresso della cattedrale del colle del Duomo in piazza San Lorenzo.


Viterbo - Le colonne d'Ercole della città dei papi

Viterbo – Le colonne d’Ercole della città dei papi


In entrambi i casi è come se quelle colonne, a supporto le une dei leoni e le altre a sostegno della cattedrale, volessero simboleggiare un’eredità e al tempo stesso un’affermazione. Eredità rispetto al mondo romano e affermazione sullo stesso. Eredità, quindi, e affermazione in merito a un sistema di potere che ha lasciato un patrimonio enorme e che quelle colonne in qualche maniera simboleggiavano. A piazza San Lorenzo dal punto di vista religioso. A piazza del plebiscito, laico.

Colonne provenienti dai resti delle terme romane, che stavano a loro volta lì, così tante in così pochi chilometri, a simboleggiare un potere.


Viterbo - Le colonne d'Ercole della città dei papi

Viterbo – Le colonne d’Ercole della città dei papi


Colonne, inoltre, quelle in piazza del comune, simili alle colonne Traiana e Adriana a Roma. Dove in cima ci sono i Santi Pietro e Paolo. A simboleggiare appunto un’eredità e un’affermazione. La Chiesa che si afferma sul mondo classico raccogliendone l’eredità e le forme di potere che ha espresso.


Viterbo - Le colonne d'Ercole della città dei papi

Viterbo – Le colonne d’Ercole della città dei papi


Infine, un’altra colonna delle terme del Bacucco viene attestata vicino la chiesa degli Almadiani in piazza dei caduti. Altre 4 colonne simili alle precedenti si trovano invece ai piedi della Palanzana a comporre il portale di una villa ottocentesca. Almeno questa è l’impressione. A rappresentare forse il simbolo di un’altro modo di intendere l’eredità romana e affermarsi su di essa sviluppandone aspetti legati più alla Repubblica che alla fase dell’Impero. Ville a cavallo tra otto e novecento, come quelle sulla Palanzana o, per altri versi non difformi, il liberty lungo viale Trieste, dove tutto stava a rappresentare qualcosa. Un modo nuovo di porsi di fronte alla costruzione di uno stato che non doveva per forza il vecchio scontro medievale tra guelfi e ghibellini. Una terza strada. Soltanto più laica e repubblicana. 

Una memoria in parte persa. Limite e confine della città. E le colonne del Bacucco sparse per la città, per certi aspetti, lo ricordano. In vista del futuro. Come ad Ulisse le colonne d’Ercole. Anche se nessuno ci fa ormai più caso.  

Daniele Camilli


Fotogallery: Le colonne d’Ercole della città dei papi


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13 ottobre, 2020

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