- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Mi costringe a convivere con le botte e le minacce”, si salva con un sms alla madre e lo denuncia

Condividi la notizia:

Carabinieri

Carabinieri

Vetralla – (sil.co.) – Entra nel vivo sei anni dopo i fatti il processo a un giovane di Vetralla  imputato di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti in famiglia davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei. Parti civile l’associazione Erinna e la presunta vittima, con cui avrebbe convissuto a singhiozzo tra la vigilia di Natale 2013 e l’inizio di marzo 2014. 

Il presunto aguzzino, dopo una prima denuncia seguita da un’apparente riconciliazione, l’avrebbe costretta con botte e minacce a trasferirsi da lui, tenuta reclusa in casa e privata del telefonino.

Fino a quando lei non è riuscita a mandare una disperata richiesta di aiuto tramite un sms alla madre (“aiuto, mi costringe a vivere con lui”) cui la donna ha risposto “ti portiamo le medicine”. Le “medicine” erano i carabinieri, con cui i genitori, alla luce della precedente denuncia, si sono presentati sotto casa dell’imputato. 

Il processo non era finora partito per verificare, su richiesta del difensore Antonella Fiore Melacrinis, le condizioni dell’imputato, vittima di un gravissimo incidente due anni dopo le denunce, in seguito al quale è stato a lungo in coma, che gli ha lasciato dei vuoti di memoria. Dopo una lunga sospensione, lo scorso 19 gennaio è arrivato il via libera della psichiatra Cristiana Morera, secondo la cui perizia il giovane si è ripreso e può stare a processo. Martedì 20 ottobre sono stati sentiti i primi testimoni.

“Mia figlia all’inizio stravedeva per lui, poi è venuto fuori che aveva un’indole violenta e la menava”, ha detto il padre della parte offesa, spiegando come nel giro di poche settimane la favola si sia trasformata in thriller.

“Lui era gelosissimo, solo dopo abbiamo saputo che l’aveva costretta ad andare a vivere con lui con le minacce e le aveva anche tolto il cellulare. Minacciava di morte lei e di uccidere anche noi per spaventarla. Lo abbiamo scoperto quando è riuscita a mandare un sms di nascosto alla madre chiedendole aiuto. Allora siamo andati a prenderla coi carabinieri”, ha proseguito. 

Uno dei militari della stazione di Vetralla piombati a casa dell’uomo dopo l’allarme dei genitori, verso le due di pomeriggio del 4 marzo 2014, ha confermato: “I genitori ci hanno chiamato dicendo di temere per l’incolumità della figlia e del nipotino e che si stavano precipitando nell’abitazione dell’uomo per portarli in salvo. Al nostro arrivo il piccino era già al sicuro in braccio alla nonna e poco dopo è arrivato sul posto anche il padre. Il bimbo era tranquillo, giocava, correva, rideva. La madre, invece, era in casa con l’imputato in stato di grande agitazione”.

“Mia figlia aveva ematomi e contusioni sul lato destro del corpo, alla coscia e anche alla clavicola. Ci ha detto che lui la picchiava sempre e che una volta l’aveva presa a calci e pugni sulla strada di Tre Croci”, ha proseguito il genitore. 

La difesa ha fatto notare come, in base alla testimonianza, sia emersa una brevissima convivenza. La coppia sarebbe stata sotto lo stesso tetto per non più di 10-20 giorni. Abbastanza per fare male, secondo l’accusa, che ha depositato un album fotografico delle lesioni. 

Di sicuro c’è che la presunta vittima ha denunciato due volte l’imputato nell’arco di un mese nella primavera del 2014. La prima per lesioni, portando come prova per l’appunto delle fotografie dei lividi e delle escoriazioni che lui avrebbe provocato, ma nessun referto medico. La seconda denunciando due presunte violenze sessuali, una delle quali a storia appena iniziata, che però non le avrebbe impedito di continuare a frequentare la casa del picchiatore-violentatore per altri tre mesi, portando con sé il figlioletto in tenera età nato dalla precedente relazione. Ora è emerso che l’avrebbe costretta.

Il processo riprenderà il prossimo 17 novembre e in quell’udienza sarà sentita in aula la versione della presunta vittima. 


Articoli: Ritrova la memoria persa a causa di un incidente, revocata la sospensione del processo – In coma per un incidente perde la memoria, processo sospeso – A processo per maltrattamenti in famiglia senza un giorno di convivenza…


Condividi la notizia: