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Minacce di morte a Laura Allegrini per ricattare un professionista, testimoni scortati dai carabinieri

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Laura Allegrini

Laura Allegrini

Viterbo – (sil.co.) – Minacciarono di far fuori l’allora senatrice Laura Allegrini per ricattare un professionista, processo al palo dopo dieci anni.

Per l’ennesima volta ieri non si sono presentati i testimoni che, di conseguenza saranno accompagnati in tribunale dai carabinieri alla prossima udienza, fissata per il 21 aprile 2021, quando se tutto va bene il collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone dovrebbe finalmente poter emettere la sentenza. 

“Portiamo Laura Allegrini in un campo e… bum bum”, avrebbero detto i due imputati, un 46enne originario di Caserta e a un 58enne originario di Messina, provando a ricattare, tra febbraio e marzo 2010, un professionista, collaboratore dell’attuale assessore comunale ai lavori pubblici all’epoca senatrice, minacciandolo di sparare in faccia alla sua “datrice di lavoro” per ottenere in cambio una somma non dovuta.

Minacce estese anche ai familiari della presunta vittima, un tributarista 49enne, che, con la sua denuncia, ha posto fine al tentativo di ricatto e si è costituito parte civile al processo con l’avvocato Samuele De Santis. Il mandante sarebbe stato un altro professionista, con cui la vittima avrebbe avuto tre anni prima rapporti di lavoro. L’uomo è uscito di scena patteggiando prima dell’inizio del processo col giudizio immediato, chiesto dal sostituto procuratore Massimiliano Siddi, titolare dell’inchiesta aperta dalla procura.

Gli imputati, entrambi difesi dall’avvocato Claudia Polacchi, sarebbero stati gli esecutori materiali, “mediante ripetute minacce nell’ambito di colloqui verbali, di conversazioni telefoniche e con l’invio di messaggi sms”.

Minacce pesantissime del tipo: “Sappiamo dove abiti e possiamo andare anche dai tuoi genitori. Ricordati che nel mondo esistono tre tipi di persone, i buoni e i cattivi, e noi non apparteniamo alle prime due categorie”. Sempre più intimidatori, secondo l’accusa: “Ti faccio un buco in fronte, ti farò mangiare il cuore crudo davanti a tua madre”; “Se non trovo te, trovo tua madre”. Nonché, come si legge nel capo d’imputazione, “facendo univoco riferimento a Laura Allegrini: ‘La prendo, la porto in un campo e… bum bum’”.

Obiettivo delle minacce, come si legge nel capo d’imputazione, sarebbe stato “farsi consegnare dal professionista la somma di 74mila euro, 60mila dei quali a titolo di asserito adempimento di un’obbligazione in realtà già quasi integralmente adempiuta e, comunque, di importo rilevantemente inferiore, 15.760 euro, 14mila a titolo di pretesa ed indebita restituzione di un prestito”. 


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