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Tentata estorsione - Presunta vittima di tre ricattatori un tributarista, collaboratore della ex senatrice

“Portiamo Laura Allegrini in un campo e bum bum”, ripreso il processo

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – (sil.co.) – “Portiamo Laura Allegrini in un campo e… bum bum”. È ripreso ieri il processo per tentata estorsione in concorso a un 45enne originario di Caserta e a un 57enne originario di Messina. Tra febbraio e marzo 2010 avrebbero provato a ricattare un professionista, collaboratore dell’attuale assessore comunale ai lavori pubblici all’epoca senatrice, minacciandolo di sparare in faccia alla sua “datrice di lavoro” per ottenere in cambio una somma non dovuta.

Minacce estese anche ai familiari della presunta vittima, un tributarista 48enne, che, con la sua denuncia, ha posto fine al tentativo di ricatto. 

Il mandante sarebbe stato un altro professionista, con cui la vittima avrebbe avuto tre anni prima rapporti di lavoro. L’uomo è uscito di scena patteggiando prima dell’inizio del processo col giudizio immediato, chiesto dal sostituto procuratore Massimiliano Siddi, titolare dell’inchiesta aperta dalla procura.

I due presunti complici, accusati di tentata estorsione in concorso, a distanza di nove anni sono invece tuttora sotto processo, ripreso ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone con l’audizione degli ultimi testimoni.

Gli imputati sarebbero stati gli esecutori materiali, “mediante ripetute minacce nell’ambito di colloqui verbali, di conversazioni telefoniche e con l’invio di messaggi sms”.

Minacce pesantissime del tipo: “Sappiamo dove abiti e possiamo andare anche dai tuoi genitori. Ricordati che nel mondo esistono tre tipi di persone, i buoni e i cattivi, e noi non apparteniamo alle prime due categorie”. Sempre più intimidatori, secondo l’accusa: “Ti faccio un buco in fronte, ti farò mangiare il cuore crudo davanti a tua madre”; “Se non trovo te, trovo tua madre”. Nonché, come si legge nel capo d’imputazione, “facendo univoco riferimento a Laura Allegrini: ‘La prendo, la porto in un campo e… bum bum’”.

La circostanza della minaccia di morte all’attuale neo assessora ai lavori pubblici del Comune di Viterbo, eletta alle ultime amministrative nelle file di FdI, è emersa durante l’udienza del 19 luglio 2018. Parte civile il tributarista, assistito dall’avvocato Samuele De Santis. Sono invece assistiti dalla collega Claudia Polacchi gli imputati. 

Obiettivo delle minacce, come si legge nel capo d’imputazione, sarebbe stato “farsi consegnare dal professionista la somma di 74mila euro, 60mila dei quali a titolo di asserito adempimento di un’obbligazione in realtà già quasi integralmente adempiuta e, comunque, di importo rilevantemente inferiore, 15.760 euro, 14mila a titolo di pretesa ed indebita restituzione di un prestito”. 

Il processo riprenderà il 18 marzo, giorno in cui, a distanza di 10 anni dal fatti, è prevista la discussione e la sentenza.


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17 ottobre, 2019

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