Monte Romano – Fiumi di droga da tutta Europa, entra nel vivo il processo scaturito dal maxisequestro di 14 chili di cocaina messo a segno a Monte Romano il primo marzo 2019.
In aula, davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, uno dei militari del nucleo investigativo dei carabinieri.
Il testimone ha ricostruito il blitz, facente parte di una più ampia operazione dell’Eurojust contro il narcotraffico, in cui furono arrestati una coppia di coniugi settantenni olandesi e un allevatore sessantenne del posto d’origine meridionale.
Secondo l’accusa, marito e moglie sarebbero stati i corrieri di un gruppo criminale organizzato di stampo mafioso, dedito allo spaccio di cocaina in tutta Europa, mentre il sessantenne sarebbe stato il destinatario della droga.
Alla sbarra l’italiano e la donna, scarcerata e rimpatriata dopo poco per gravi motivi di salute, mentre il marito ha scelto la strada del rito abbreviato.
Tra le prove una serie di messaggi telefonici trovati sui cellulari sequestrati alla coppia. Scritti in olandese, saranno tradotti da una perita nominata ieri, che poi ne illustrerà in aula i contenuti all’udienza del prossimo 2 febbraio.
In quella data sarà sentito anche l’italiano, che potrà difendersi fornendo la sua versione al tribunale.
I carabinieri li hanno bloccati in strada, mentre viaggiavano su due auto diverse, diretti in una zona di campagna dove sarebbe avvenuta la cessione e dove la droga sarebbe stata nascosta. Perquisite le auto, i carabinieri hanno trovato in quella degli olandesi 12 involucri di cocaina per un peso complessivo di oltre 14 chili, nascosti in dei sottofondi creati ad hoc.
La difesa dell’italiano ha messo in dubbio che le due auto viaggiassero insieme, anche se il carabiniere sentito come testimone ha sottolineato che le vetture sono state fermate su una strada impervia, in mezzo a una distesa di campi dove era presente solo un altro casolare, apparentemente disabitato, oltre al capannone dell’imputato.
Tonnellate di droga dalla Spagna su camion carichi di frutta
L’operazione, durata circa un anno, è stata coordinata dall’Eurojust, l’agenzia europea per la cooperazione giudiziaria in materia penale. Secondo gli inquirenti, grandi quantità di droga sarebbero partite dalla Spagna per arrivare, su camion carichi di frutta, nei Paesi Bassi. Qui una società di trasporti coinvolta nella compravendita e nel contrabbando degli stupefacenti avrebbe ridistribuito, con la stessa modalità, le sostanze in diversi paesi europei.
Il gruppo avrebbe reclutato sempre nei Paesi Bassi camionisti e corrieri, come nel caso della coppia fermata a Monte Romano, affinché trasportassero la droga.
Otto i paesi coinvolti: Italia, Germania, Regno Unito, Norvegia, Danimarca, Svezia, Spagna e Paesi Bassi. In comune un via vai di camion carichi di merce legale, quasi sempre frutta. E droga.
In un anno sono stati sequestrati quattro tonnellate di hashish, duecento chili di anfetamine, novanta chili di Mdma, oltre sessanta chili di cocaina e venticinque di eroina.
Traffico gestito da un gruppo criminale internazionale di stampo mafioso
Secondo gli investigatori, sarebbe stata sgominata una vera e propria rete internazionale mafiosa, di tipo ‘ndranghetista. Un potente gruppo criminale in grado di controllare il mercato europeo della cocaina – con ramificazioni soprattutto nel Sud Italia – noto per operare avviando attività commerciali legittime in altri paesi come copertura per espandersi all’estero, contrabbandare droga, riciclare profitti illeciti e rivendicare nuovi territori come aree sotto il proprio controllo.
Cinquanta persona sono state indagate in Norvegia, mentre undici olandesi – tra i gestori del traffico – sono stati fermati in giro per l’Europa durante l’anno di lavoro delle forze dell’ordine. Tre di loro sono stati bloccati in Italia: un camionista olandese è stato arrestato l’11 gennaio 2019 all’autogrill Scaligera Sud mentre consegnava venti chili di eroina a un cliente, mentre lo scorso primo marzo le manette sono scattate per la coppia olandese bloccata durante la consegna.
Silvana Cortignani
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