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Civita Castellana - Fabio Ricchiuto (UilTec): "Fondamentale il rinnovo del contratto e il riconoscimento del lavoro usurante per gli operai" - Ieri gli incontri in fabbrica con dipendenti e imprenditori - Presente anche il segretario nazionale del sindacato Paolo Pirani - FOTO

“Il territorio del distretto della ceramica registra l’85% dei casi di silicosi in tutto il Lazio”

di Daniele Camilli
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Civita Castellana – Gli operai ci sono eccome. Nella Tuscia stanno sempre a Civita Castellana e come tutti gli altri lavoratori del polo della ceramica aspettano il rinnovo del contratto scaduto già da un anno.

“Ma la cosa più importante – ha detto il segretario territoriale della UilTec di Viterbo Fabio Ricchiuto – è il riconoscimento del lavoro usurante per i dipendenti della ceramica. Per migliorare la loro qualità di vita e mandarli in pensione almeno tre anni prima”.


Civita Castellana - L'incontro tra i sindacalisti della UilTec e il presidente della Flaminia

Civita Castellana – L’incontro tra i sindacalisti della UilTec e il presidente della Flaminia Augusto Ciarrocchi


Perché? “Perché i dati Inail – risponde Ricchiuto – ci dicono che il territorio del distretto della ceramica di Civita Castellana registra l’85% dei casi di silicosi in tutta la regione Lazio e l’8% a livello nazionale. Per non parlare poi delle numerose domande di malattia professionale legate alle patologie muscolo scheletriche molto invalidanti”.

Polo della ceramica. Cinque comuni e 3000 lavoratori. 2500 stanno nelle principali fabbriche del territorio. 500 sono invece distribuiti lungo tutto l’indotto. Un polo che da solo rappresenta il 2% del mercato mondiale.



Ieri mattina una delegazione della UilTec ha incontrato gli imprenditori e i lavoratori delle industrie Tecla, Flaminia e Kerasan. Assieme a Ricchiuto, c’erano il segretario generale della Uiltec nazionale Paolo Pirani, il segretario generale della Uiltec regionale di Roma e del Lazio Riccardo Marcelli e la dirigente di Unindustria Serenella Payta.

“La silicosi – riporta l’enciclopedia Treccani – è una patologia provocata dall’inalazione di diossido di silicio (silice), che colpisce minatori, scavatori, lavoratori delle industrie dei refrattari, della ceramica, del vetro ecc. La silicosi è caratterizzata da bronchite cronica e insufficienza respiratoria, dovuta alla graduale sostituzione del parenchima polmonare con tessuto fibroso. Non rare, nelle forme inveterate, sono le complicazioni infettive”.


Civita Castellana - La fabbrica di ceramica

Civita Castellana – Una fabbrica di ceramica


“La visita che abbiamo organizzato – ha spiegato poi Fabio Ricchiuto -, la prima da quando abbiamo aperto la sede a Civita Castellana nel 2008, punta a dare fiducia e attenzione ai bisogni dei lavoratori”. Un sin datato di categoria, quello diretto da Ricchiuto, che sul territorio del distretto conta 600 iscritti e, in diverse fabbriche, il 50% dei voti alle elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie (Rsu).

“Va riconosciuto – ha aggiunto Ricchiuto – che qui a Civita Castellana gli imprenditori hanno investito notevoli risorse in innovazione tecnologica, limitando fortemente la movimentazione manuale dei carichi e i movimenti ripetitivi, abbattendo in fase di lavorazione proprio l’impatto della silice, una materia prima che serve per forgiare i manufatti ceramici”.


Civita Castellana - Fabio Ricchiuto della UilTec

Civita Castellana – Fabio Ricchiuto della UilTec


Anche da queste parti l’emergenza Covid ha messo tutti in difficoltà. Imprenditori e operai. E la ripresa non è semplice per nessuno. Soprattutto in queste zone dove il polo della ceramica era in crisi già da un pezzo, mentre sono già diversi anni che si fa sentire anche l’espansione dell’area metropolitana romana che sta lentamente trasformando questa parte dei Cimini in una sua appendice. Una crisi da cui l’industria si sta risollevando da tempo grazie alle esportazioni. A saltare è stato invece un modello di sviluppo e di potere e al tempo stesso un patto sociale e generazionale che in qualche modo, fino agli anni ’90, prospettava benessere per tutti. Con tanto di zone residenziali che venivano su attorno alla città storica. Un sogno svanito, nuove contraddizioni sociali da gestire e zone residenziali, appunto, che con la crisi si sono poi progressivamente spopolate.


Civita Castellana - La fabbrica di ceramica

Civita Castellana – Una fabbrica di ceramica


“Adesso investire sulla qualità è fondamentale – ha sottolineato il presidente della Ceramica Flaminia Augusto Ciarrocchi incontrando i dirigenti sindacali della UilTec -. I nostri competitor sono aziende che fanno milioni di pezzi ogni anno. Per contrastare questi colossi dobbiamo elevare l’asticella della qualità altrimenti saremo spazzati via”. E i colossi con cui gli industriali della Tuscia si scontrano sono soprattutto cinesi, turchi, spagnoli. La Flaminia è stata inoltre una delle prime aziende a lavorare sul risparmio d’acqua dei sanitari. Fino agli anni ’90, tirare lo sciacquone costava 12 litri d’acqua per volta. Adesso ce ne vogliono 4.


Civita Castellana - Riccardo Marcelli della UilTec

Civita Castellana – Riccardo Marcelli della UilTec


“L’incontro – ha dichiarato il segretario regionale Marcelli – serve soprattutto a testimoniare la presenza del sindacato in questa parte del Lazio molto importante dal punto di vista industriale. Questa zona col Covid ha patito moltissimo. La ripresa è fondamentale, ma lo è altrettanto stabilizzarla nell’interesse generale”.

In fabbrica si vedono operai con maniche e pantaloncini corti, perché stanno spesso a contatto con l’acqua. Vestiti di bianco s’aggirano tra corridoi e scaffali. Sistemano, puliscono e producono la ricchezza del paese. Attorno a loro le macchine che fanno il grosso del lavoro, richiedono una certa specializzazione e nel corso del tempo, dagli anni ’80 quando le introdusse la Fiat a Torino, hanno spazzato via l’operaio generico, croce e delizia del movimento sindacale. Delizia, perché una volta rappresentava la base su cui si reggeva l’organizzazione sindacale. Croce, perché poi negli anni ’70 gli sfuggì di mano. Ad eliminarlo definitivamente dal ciclo produttivo c’hanno pensato poi automazione ed esternalizzazioni. Anche nella città che un tempo veniva chiamata la Stalingrado dei Cimini per la forte presenza del partito comunista italiano.


Civita Castellana - Paolo Pirani della UilTec

Civita Castellana – Paolo Pirani della UilTec


“Siamo venuti in questo importante distretto della ceramica e del made in Italy – ha detto infine il segretario nazionale della UilTec, Paolo Pirani – in una fase delicata per il nostro Paese perché volevamo renderci conto come viene vissuta la crisi e quali sono le prospettive. Al governo si parla tanto di fondi europei, ma bisogna prima sapere dove investire. E il polo della ceramica è un punto di riferimento importante. Gli operai di Civita Castellana sono motivati, professionalmente preparati e capaci. Occorrono però il riconoscimento del lavoro usurante e un salario dignitoso. Ecco perché vogliamo rinnovare il contratto della ceramica il prima possibile”.

Daniele Camilli


 Fotogallery: Il sindacato nelle fabbriche del polo della ceramica


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9 ottobre, 2020

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