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Violenza sessuale a piazzale Gramsci, il 34enne chiede di uscire dal carcere

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Viterbo - Giovane si sente male sulla Tangenziale ovest - Intervento di 118 e polizia

Intervento di 118 e polizia

Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Viterbo – (sil.co.) – Ricorre al tribunale del riesame per ottenere la revoca del carcere o un alleggerimento della misura il 34enne pakistano arrestato per violenza sessuale la sera del 24 settembre a piazzale Gramsci.

L’uomo, che durante l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari ha negato ogni addebito, comparirà il 19 ottobre di fronte al tribunale della libertà. “Non ho violentato nessuno, sono stato scaraventato addosso alla donna”, ha detto, fornendo una ricostruzione alternativa dei fatti, nonostante sia stato ripreso dalle telecamere di sicurezza di un negozio all’angolo con via Garbini, i cui filmati confermerebbero la versione della presunta vittima. 

Sul posto si sono precipitati polizia e 118 dopo che una donna ha chiamato il 113 denunciando di essere stata aggredita prima in strada e poi dentro la sua macchina da un uomo che si è sdraiato sul cofano della, vettura per impedirle di partire, facendole il gesto del taglio della gola, quindi le avrebbe messo le mani addosso, toccandole il seno e il sedere, quando lei ha tirato giù il finestrino per chiamare aiuto.

Il 34enne, posto ai domiciliari a Montefiascone, il giorno successivo non si è fatto trovare a casa, quando la polizia è andata a prelevarlo per portarlo all’udienza di convalida in tribunale, motivo per cui è accusato anche di evasione. E’ stato rintracciato due giorni dopo dalla polizia ferroviaria alla stazione, secondo l’accusa perché voleva darsi alla fuga, secondo il difensore Samuele De Santis perché stava venendo a Viterbo per costituirsi. 

“Si tratta di un bracciante agricolo che non parla e non capisce una parola di italiano, per cui non aveva capito che doveva restare a casa. Era al lavoro nei campi, stava facendo la raccolta delle patate. Quando sono riuscito a rintracciarlo, ha detto che sarebbe venuto a Viterbo coi mezzi pubblici, per costituirsi, in quanto non ha la macchina”, spiega il legale. 

Per lui, in seguito all’evasione dai domiciliari, è scattato l’aggravamento della misura con la detenzione a Mammagialla, chiesta dalla pm Paola Conti e confermata dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Savina Poli dal momento che il suo coinquilino ha fatto sapere di non volerlo più nell’abitazione e di fatto attualmente è un senza fissa dimora. 

“Stiamo cercando una soluzione alternativa, un posto dove possa stare ai domiciliari”, aveva preannunciato il difensore, preparando il ricorso al tribunale del riesame. L’udienza è stata fissata per il 19 ottobre. Nel frattempo il 34enne resta in carcere. 


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