Roma – Gommone affondato nel mar Mediterraneo, sono andate avanti per tutta le notte le operazioni di soccorso della guardia costiera. Tragico il bilancio dell’incidente: dei 100 migranti a bordo, sei sono morti, tra cui un bambino di appena sei mesi proveniente dalla Guinea, e tre persone sono state trasportate d’urgenza a Malta in ospedale. Si tratta di un bambino, della madre e di un ragazzo.
A lanciare l’allarme, ieri mattina, era stato un velivolo dell’agenzia europea Frontex che aveva avvistato, in area Sar di responsabilità libica, “un gommone con circa cento migranti in precarie condizioni di navigabilità. In ragione dell’imminente pericolo per le persone a bordo, l’aereo ha contattato la nave Open Arms quale mezzo più utilmente impiegabile al momento. Quest’ultima unità, giunta sul posto e intercettato il gommone, ha dato inizio al recupero dei migranti”. Poi l’inizio dei soccorsi, andati avanti per ore fino all’alba di oggi.
Oltre all’invio di una propria motovedetta partita da Lampedusa, la guardia costiera italiana ha disposto, come spiega in una nota, “anche l’impiego di un elicottero Nemo 11-07 della propria base aeromobili di Catania”. Il mezzo, rischierandosi a Lampedusa, ha eseguito due differenti missioni sull’Open Arms, già in navigazione verso l’isola.
Durante le due operazioni, si legge ancora, sono state “prelevate d’urgenza complessivamente 6 persone, tra cui il corpo esanime di un bimbo. Tre di queste, un bambino, la madre e un giovane uomo, in più gravi condizioni di salute, sono state portate in ospedale a Malta, quale struttura ospedaliera più vicina a Lampedusa, per consentire più immediate cure mediche”.
Il trasferimento, in coordinamento e sinergia con le autorità maltesi, è stato eseguito mediante l’impiego di un ulteriore velivolo messo a disposizione da Malta per agevolarne il trasferimento sull’isola.