Viterbo – Trafitto come un San Sebastiano. Non dalle frecce ma dall’incuria. Un taglio in basso a sinistra. Ai piedi del Cristo. La Pietà di Sebastiano del Piombo esposto nella sala VII del museo civico di Viterbo assieme alla Flagellazione. Probabilmente, la Pietà è il dipinto più importante e prestigioso che la città dei papi possiede. Un danno che gli studenti di beni culturali hanno segnalato già a gennaio di quest’anno e che pare stia ancora lì. Minuscolo, ma col peso di una montagna. A distanza di 11 mesi dalla rilevazione del gruppo di studio dell’università degli studi della Tuscia. Per quanto altro tempo ancora?
Viterbo – Museo civico – La Flagellazione e la Pietà di Sebastiano del Piombo
Gli studenti di beni culturali dell’Unitus, monitorando la sala dove si trovano le opere di Sebastiano del Piombo hanno evidenziato alcune cose non da poco. La prima. Gli studenti hanno scoperto un sollevamento della pellicola pittorica in basso a sinistra della Pietà di del Piombo. Situazione, come evidenziato dagli studenti stessi, riscontrabile anche per altre opere presenti all’interno del museo. La seconda. La tenuta delle teche, sia della Pietà che della Flagellazione, viene definito dagli studenti, in una delle schede del loro report, semplicemente “scarsa”. Lo stato conservativo viene invece ritenuto “buono” per la Flagellazione e “scarso” per la Pietà. Gli interventi suggeriti: “Consolidamento della pellicola pittorica in basso a sinistra della tavola”. Per quanto riguarda la Pietà. Per entrambe le opere, “controllo sulla stabilità”. Si evidenzia infatti “la mancanza di staffe nella parte superiore della teca”. Viene inoltre proposto dagli studenti dell’Unitus, e sempre per tutti e due i dipinti di del Piombo, il “controllo” e la “manutenzione del datalogger (un dispositivo che può essere utilizzato per memorizzare dati ndr) presente all’interno”.
Gli studenti del corso di laurea magistrale in conservazione e restauro dei beni culturali dell’Università della Tuscia lo scorso mese di gennaio hanno effettuato un monitoraggio da capo a piedi all’interno del museo civico di Viterbo in Piazza Crispi. Allestimenti, illuminazione, stato di conservazione delle opere e controllo degli infestanti per capire se in giro ci sono insetti.
Viterbo – Museo civico – La Pietà di Sebastiano del Piombo – Particolare del sollevamento della pellicola pittorica
Un lavoro capillare, in vista di un esame che gli studenti avrebbero fatto la scorsa estate. Un monitoraggio che con molta probabilità è frutto di un possibile accordo tra museo civico e università dove c’è quella che una volta era la facoltà di beni culturali chiamata spesso ad intervenire su opere d’arte che di tanto in tanto l’Unitus ottiene da amministrazioni e altre realtà, stabilendo, a seconda delle occasioni, legami con enti e istituzioni culturali presenti sul territorio.
Viterbo – Museo civico – La Pietà di Sebastiano del Piombo
Gli studenti scrivono poi un’altra cosa. Sempre per quanto riguarda la Pietà di Sebastiano del Piombo. “Non si è a conoscenza – spiegano infatti – di alcun report che possa documentare le fasi dello spostamento, ma alcune fotografie possono agevolare tale compito”. Dal report non si capisce a quale spostamento di fa riferimento. Probabilmente all’esposizione dell’opera in altre realtà museali.
Viterbo – Museo civico – La Pietà di Sebastiano del Piombo – L’illuminazione
“La Pietà – proseguono gli studenti dell’Unitus – prelevata dal museo il 25 febbraio del 2017, venne custodita fino al 28 dello stesso mese all’interno di un caveau di deposito climatizzato della ditta Arteria (Roma), che ne seguì lo smontaggio ed il trasporto. Il trasferimento di quest’ultimo è avvenuto tramite cassa, provvista di riempimenti e fermi, ma non si è a conoscenza di sistemi o sonde per il monitoraggio dei parametri ambientali interni, di temperatura e umidità relativa; così come non si hanno notizie circa l’utilizzo di materiale stabilizzante. Ancor meno informazioni ci giungono da Londra, dove il dipinto fu esposto. Nessuna informazione è stata raccolta sulle condizioni climatiche adottate, ne tantomeno le modalità di riconsegna dell’opera alla cittadina viterbese. E’ necessario dunque assicurarne la corretta conservazione seguendo delle semplici azioni manutentore, come: monitorare tale dipinto, soprattutto in vista del futuro cambio di collocazione, così come è necessario indagare sul funzionamento o meno del datalogger di cui la teca è provvista”.
Viterbo – Museo civico – La Pietà di Sebastiano del Piombo – L’illuminazione
La Pietà di Sebastiano del Piombo è un dipinto a olio su tavola, di 190×245 cm, databile al 1516-1517 circa. L’opera è una delle più antiche testimonianze della collaborazione tra Michelangelo e Sebastiano del Piombo ed era destinata alla chiesa di San Francesco di Viterbo. A Michelangelo è infatti riferita da Vasari l’esecuzione del cartone. Recentemente è stato anche individuato nel paesaggio in notturna una veduta di Viterbo compresi gli impianti termali di Santa Maria in Silice e il Bulicame. In quegli anni, Michelangelo stesso venne nella città dei papi a curarsi il mal della pietra. In quella circostanza ritrasse l’impianto termale del Bacucco in un foglio ora conservato a Lilla.
Viterbo – Museo civico – La Flagellazione di Sebastiano del Piombo
Sempre a proposito della Pietà, gli studenti dei laboratori di beni culturali evidenziano problemi anche per quanto concerne l’illuminazione dell’opera. “La teca – spiegano – è fornita di filtro e schermo per la radiazione Uv (è fisicamente visibile il riflesso di tale radiazione): tuttavia, sebbene adeguatamente protetta, la fruizione dell’opera è disturbata dalla fonte luminosa stessa la quale, essendo troppo vicina alla teca (con oltretutto un’angolazione non idonea), riflettendo la componente Uv lascia un alone violaceo sulla superficie del vetro, alone chiaramente percepibile dall’osservatore esterno. In generale si riscontra un buono stato conservativo delle opere custodite all’interno della Sala VII, grazie alle condizioni microclimatiche del locale e all’interno delle teche”. Ma “a causa della presenza di un sollevamento a livello della pellicola pittorica nella parte bassa de la Pietà” è “necessario verificare con cadenza periodica la tenuta delle strutture espositive e l’effetto barriera che queste oppongono”.
Viterbo – Museo civico – La Flagellazione di Sebastiano del Piombo – L’illuminazione
Infine gli interventi suggeriti. Primo. “Predisporre – concludono gli studenti – le adeguate misure di trasporto e imballaggio per la Pietà e la Flagellazione. I manufatti, che con ogni probabilità subiranno un cambiamento di collocazione all’interno della cittadina viterbese, devono essere protetti da shock meccanici e vibrazioni tramite l’utilizzo di materiali idonei ad attutire eventuali colpi. Si consiglia l’uso di ammortizzatori morbidi in gommapiuma, poliuretano o polistirolo”. Infine secondo. “Studio preventivo dei parametri microclimatici, di illuminazione e della qualità dell’aria dell’ambiente in cui i dipinti su tavola di Sebastiano del Piombo si troveranno in un futuro prossimo”.
Daniele Camilli
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