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Un bagno di bellezza con la Signorina grandi firme & co.

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Viterbo – Un bagno di bellezza. Un bagno di bellezza che era stato pensato per un momento di ripresa. Non è andata così. Ma forse la bellezza e la cultura sono molto più necessarie in questo momento di crisi e preoccupazione.

E il bagno di bellezza, regalato a una intera città, lo abbiamo voluto fare con i disegni erotici di quello che è forse il più grande disegnatore della prima metà del Novecento: Gino Boccasile. Personaggio con una biografia discutibile. Anzi discutibilissima. Ma dal segno pieno di energia e bellezza.


La street art exibition Boccasile maestro dell'erotismo fascista vista da Maurizio Di Giovancarlo

La street art exibition Boccasile maestro dell’erotismo fascista vista da Maurizio Di Giovancarlo


La mostra, o meglio, la street art exibition Boccasile maestro dell’erotismo fascista vuol essere questo: un bagno di bellezza. E le immagini di Boccasile in grande formato hanno invaso la città. L’hanno resa, come ci ha detto qualcuno: “Una città europea”. Una città che unisce la sua storia, la sua bellezza a una bellezza d’altri tempi, ma attualissima. Le immagini erotiche di Boccasile hanno propria questa forza intrinseca. Inspiegabile linguisticamente.


La street art exibition Boccasile maestro dell'erotismo fascista vista da Maurizio Di Giovancarlo

La street art exibition Boccasile maestro dell’erotismo fascista vista da Maurizio Di Giovancarlo


Le immagini di Boccasile, che il maestro aveva pubblicato sulle copertine di due riviste la prima degli anni Trenta, Le Grandi Firme, la seconda degli anni Cinquanta francese, Paris Tabou, hanno una loro energia erotica interna rivoluzionaria. Chiunque le guarda se ne rende subito conto. Le donne, soprattutto paradossalmente quelle degli anni Trenta, sono donne disinibite, esuberanti, indipendenti, intraprendenti, eleganti, belle, moderne. Donne che lavorano, viaggiano, fanno sport, leggono il giornale. La presenza dell’uomo nella gran parte dei casi è solo intuita. Una immagine della donna che allo stesso tempo è quella del regime fascista, ma va pure molto al di là dello stereotipo che abbiamo in mente. Il fascismo è stato allo stesso tempo un tentativo terribile di stato totalitario e testimone e, a volte, propulsore della modernizzazione della nazione. 


La street art exibition Boccasile maestro dell'erotismo fascista vista da Maurizio Di Giovancarlo

La street art exibition Boccasile maestro dell’erotismo fascista vista da Maurizio Di Giovancarlo


E non è un caso che questa donna indipendente e autonoma abbia portato probabilmente alla chiusura della rivista Le Grandi Firme, diretta da Cesare Zavattini. Chiusura voluta da Mussolini in persona. Sembra a causa d’un racconto pubblicato, ma il sospetto è che dietro la chiusura ci sia proprio lei: la Signorina grandi firme. Sfuggita di mano allo stesso Boccasile e al regime. Grazie alla sua esuberante personalità. Alla sua intelligenza e voglia di vivere senza nessuna tutela.

Ovviamente quel genio assoluto che era Zavattini fece in modo che alla chiusura delle Grandi Firme, seguisse l’apertura, senza soluzione di continuità, di un nuovo giornale: Il Milione. Un giornale con lo stesso formato delle Grandi Firme e sulla falsa riga delle Grandi Firme, ma in qualche modo in tono minore.


La street art exibition Boccasile maestro dell'erotismo fascista vista da Maurizio Di Giovancarlo

La street art exibition Boccasile maestro dell’erotismo fascista vista da Maurizio Di Giovancarlo


E va detto che, sul Milione, Boccasile inizialmente si vede poco. Non compare per un certo periodo di tempo in copertina. In un primo momento le copertine sono invase da faccioni di donne che nulla hanno a che vedere con la Signorina grandi firme. Tra queste una bellissima copertina del più elegante dei disegnatori italiani: Marcello  Dudovich. È il quinto numero della rivista. Poi compare sulle copertine una coppia: Paolo e Virginia. Ma il disegnatore non è ancora Boccasile, ma Rino Albertarelli, già collaboratore delle Grandi Firme. Boccasile è ancora relegato all’interno della rivista. Con immagini sempre di coppie e mai di donne sole. Segno che qualcosa era successo veramente.

Per un periodo la sua firma scompare anche dall’interno della rivista. E quando ricompare nella copertina del numero 25 del Milione le sue donne non sono più sole, ma sempre in coppia. Uomo e donna. Paolo e Virginia, appunto. Dio, patria e famiglia, insomma.

Così probabilmente voleva il duce e cosi Zavattini si adatta a fare. La prorompente e indipendente signorina è scomparsa. Peccato. Perché, per dar spazio a Paolo, Virginia perde di potenza erotica e non solo. Perde la sua autonomia, la sua intraprendenza, la sua dinamicità. Perde i pantaloni, verrebbe da dire, che di tanto in tanto indossava realmente. Diventa una figurina che scompare nell’insieme del quadro. Diventa melensa e sdolcinata. L’eros che è segno indelebile di forza e libertà. Non c’è più. C’è solo un dolce focolare familiare. Niente di rivoluzionario. Poco di bello.


La street art exibition Boccasile maestro dell'erotismo fascista vista da Maurizio Di Giovancarlo

La street art exibition Boccasile maestro dell’erotismo fascista vista da Maurizio Di Giovancarlo


Una vicenda quella delle copertine di Boccasile che è uno specchio dell’evoluzione prima di un regime e poi di una nazione. Le signorine di Boccasile torneranno, più “peccaminose”, nel dopoguerra prima nella rivista italiana Paradiso e poi, con le stesse identiche immagini, su quella francese Paris Tabou. Una rivista dichiaratamente erotica.

Una vera epopea. Che è rimasta nell’immaginario erotico degli italiani. Tanto che quando rivedono le immagini del maestro le riconoscono subito come proprie.

La mostra Boccasile  – Maestro dell’erotismo fascista è tutto questo e molto di più. Per oggi basta così. Alla prossima.

Carlo Galeotti


Boccasile maestro dell’erotismo fascista. Street art exhibition – mostra a Viterbo dal 26 ottobre al 9 novembre. Installazione nella sede di Unindustria a Valle Faul.

A causa del Covid abbiamo deciso di non dare vita alla passeggiata Boccasile, l’erotismo in camicia nera con Antonello Ricci e Paola Biribanti che si doveva tenere domenica 8 novembre. 


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