Orte – (sil.co.) – Niente messa alla prova per il ventenne arrestato la scorsa estate dai carabinieri di Orte per droga assieme a un cinquantenne con precedenti per spaccio.
Sono stati entrambi giudicati con l’abbreviato e condannati, anche se a una pena mite, il cinquantenne e il ventenne arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente lo scorso 21 luglio dai carabinieri della compagnia di Civita Castellana che, in base a quanto emerso durante il processo, li avrebbero beccati grazie a una fonte confidenziale.
I due, considerati complici nonostante la notevole differenza d’età, sono stati giudicati ieri con l’abbreviato dal giudice Giacomo Autizi che, con lo sconto di un terzo della pena, li ha condannati a due mesi e 20 giorni e a una multa di cento euro ciascuno. L’accusa aveva chiesto una condanna a 9 mesi e 800 euro di multa per il cinquantenne, con specifici precedenti, e a 6 mesi e 800 di multa per il ventenne, che invece risulta incensurato.
Le difese hanno sottolineato come i due si scambiassero messaggi solo perché si conoscono da tanti anni e non per parlare di spaccio di droga, dato questo che dalle conversazioni non emergerebbe. Hanno quindi fatto notare al giudice la modica quantità di marijuana sequestrata nelle rispettive abitazioni, passate entrambe al setaccio dai carabinieri dopo il fermo del cinquantenne e l’esame del traffico sul suo smartphone.
Complessivamente i militari della stazione di Orte hanno sequestrato circa 40 grammi di marijuana. Da tempo stavano seguendo i movimenti della coppia sospettando che avessero messo in piedi un giro di spaccio tra Gallese e Orte.
A casa del cinquantenne hanno rinvenuto 20 grammi di marijuana, già suddivisa in piccole dosi, mentre nell’abitazione del ventenne sono stati trovati altri 20 grammi sempre di marijuana, anch’essa già suddivisa in dosi, un bilancino di precisione, denaro contante di piccolo taglio provento di spaccio e altro materiale d’interesse info-investigativo. In tutto 135 euro di cui dopo la sentenza è stata disposta la restituzione.
Lo scorso 23 luglio, dopo due giorni ai domiciliari, il giudice Autizi, convalidando l’arresto, aveva rigettato la richiesta di misura cautelare del pm, disponendo per entrambi la liberazione.
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