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Graffignano - Da un documento trovato nell’archivio storico sulla vicenda del bombardiere statunitense B 17 precipitato nel lago di Bolsena 77 anni fa

“15 gennaio 1944, 10 aviatori paracadutati da un quadrimotore Usa colpito…”

di Michele Mari
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Graffignano - Il documento conservato all'archivio storico sul B 17 precipitato il 15 gennaio 1944 nel lago di Bolsena

Graffignano – Il documento conservato all’archivio storico sul B 17 precipitato il 15 gennaio 1944 nel lago di Bolsena

Bolsena - La Sperry Ball Turret

Bolsena – La Sperry Ball Turret

Bolsena - Il nome di Ileen Lois, moglie del mitragliere Truesdale

Bolsena – Il nome di Ileen Lois, moglie del mitragliere Truesdale

Bolsena - Il nome di Ileen Lois, moglie del mitragliere Truesdale

Bolsena – Il nome di Ileen Lois, moglie del mitragliere Truesdale

Graffignano – “15 gennaio 1944: dieci aviatori si sono paracadutati da un quadrimotore americano colpito, tre sono stati catturati”. È quanto riportato in un documento ritrovato nell’archivio storico del Comune di Graffignano.

Una testimonianza che lega in modo indissolubile il paese di Graffignano con Bolsena e il suo lago in una vicenda avvenuta in piena seconda guerra mondiale.

Infatti il documento, ritrovato grazie alla disponibilità dell’amministrazione comunale guidata da Piero Rossi, fa riferimento al bombardiere quadrimotore americano B-17 Flying Fortress che il 15 gennaio 1944, esattamente 77 anni fa, precipitò nelle acque del lago di Bolsena.

Fotoracconto: L’equipaggio del B-17 – La Sperry Ball Turret

La storia di questo velivolo e del suo equipaggio è stata ricostruita dallo storico Mario Di Sorte.

L’aereo partito dalla base di Amendola in Puglia, insieme ad altri 18 velivoli per bombardare lo scalo ferroviario di Certaldo a sud di Firenze, venne colpito dalla contraerea tedesca sopra Perugia intorno alle 12,45. Da lì si staccò dalla formazione e i dieci membri dell’equipaggio si paracadutarono su Vallebona, nel territorio di Grotte Santo Stefano, mentre il velivolo si inabissò nelle acque di fronte al paese di Bolsena a circa un chilometro dalla riva intorno alle 13,30.

Una parte di questo aereo, una torretta ventrale, è stata ripescata dal lago di Bolsena da novanta metri di profondità grazie all’operato della scuola sub Lago di Bolsena, con in primis il sub Massimiliano Bellacima, e il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Viterbo. Si tratta della Sperry ball turret che si trova nel museo di Bolsena in una specifica sezione, la cui idea progettuale e la musealizzazione della Sperry sono dovute a Pietro Tamburini, allora direttore del Museo Territoriale, e da Mario Di Sorte.

E proprio all’archivio storico di Graffignano è conservato un documento di questa vicenda che lega i due paesi in questo particolare episodio di guerra: si tratta di una lettera inviata il 15 gennaio 1944 dal commissario prefettizio Fratteggiani al capo della Provincia di Viterbo.

“Oggi alle ore 13,30 da quadrimotore americano colpito contraerea transitante da nord a sud – si legge nel documento – lanciavansi dieci componenti equipaggio concorso guardia repubblicana locale et camerati tedeschi accorsi successivamente ne venivano fin qui catturati tre”.

Nella sezione “Testimonianze e relitti dal lago di Bolsena” del museo di Bolsena si ripercorre tutta la storia di questo aereo.

Storia ricostruita da Mario Di Sorte grazie alle ricerche storiche presso gli archivi militari Usa e alla scritta “Ileen Lois” ritrovata ai lati della Sperry ball turrett, come detto riportata alla luce dai fondali del lago dalla scuola sub Lago di Bolsena e dai sommozzatori dei vigili del fuoco di Viterbo.

Infatti “Ileen Lois” era la moglie del mitragliere Ralph Truesdale e tramite questo particolare è stato identificato l’aereo, di nome “Ethel”, precipitato nel lago in quel lontano 15 gennaio 1944 e del quale sono state ricostruite tutte le vicende dei membri dell’equipaggio dopo essersi paracadutati sul suolo italiano.

I dieci membri dell’equipaggio William I. Pedersen (comandante), Karl D. Shawaker (bombardiere), Joseph B. Townsend (secondo pilota), Kermit J. Buol (navigatore), Ralph W. Truesdale (mitragliere della torretta), John B. Sergakis (operatore radio), Bernard L. Scalisi (mitragliere della torretta superiore), Charles E. Ringler (mitragliere lato sinistro), Anthony P. Brodniak (mitragliere lato destro), Horace M. Mahabirsingh (mitragliere di coda) riuscirono a lanciarsi con il paracadute proprio su Vallebona, nella zona di Gotte Santo Stefano.

Ringler, Sergakis, Truesdale, Scalisi e Brodniak restarono insieme per alcuni giorni, poi decisero di continuare la loro fuga separatamente. Shawaker, Buol e Mahabirsingh furono invece catturati dai nazisti. E, senza dubbio, il documento ritrovato nell’archivio storico di Graffignano, in cui si parla di tre aviatori catturati dai tedeschi, si riferisce proprio a questi ultimi. Quella del B-17 “Ethel” è stata comunque una storia a lieto fine poiché alla fine del conflitto tutti i dieci aviatori tornarono sani e salvi dalle loro famiglie negli Stati Uniti.

Questo documento ritrovato è una importante testimonianza che a distanza di 77 anni ci riporta indietro nel tempo, in quel lontano 15 gennaio 1944 in piena seconda guerra mondiale.

Michele Mari


– La fortezza volante salvata dal lago e dalla gente


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15 gennaio, 2021

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