Viterbo – Belcolle
Viterbo – (sil.co.) – Bimba nata morta a Belcolle, sarebbe stato il cordone ombelicale a uccidere la piccola Ginevra. La tragedia è avvenuta il 13 gennaio.
Il cordone ombelicale sarebbe stato attorcigliato attorno al collo e anche attorno a un braccio, come avrebbe stabilito l’autopsia eseguita ieri dalla dottoressa Mariarosaria Aromatario, il medico legale della Sapienza nominata dalla pm Eliana Dolce per la procura, che sulla tragedia, finita con un drammatico parto indotto, ha aperto un fascicolo contro ignoti.
Ma perché, visto che la mamma era ricoverata in ospedale da lunedì, nessuno se ne è accorto e non è stato fatto un cesareo prima che succedesse il peggio?
Il cordone ombelicale sarebbe stato particolarmente lungo, ma appare improbabile che si sia attorcigliato all’ultimo momento. Adesso i periti, oltre alla Aromatario il professor Vincenzo Pascali del policlinico Gemelli nominato dall’avvocato Angelo Di Silvio per i genitori, prima di depositare le rispetttive relazioni, dovranno passare al setaccio le cartelle cliniche e tutta la documentazione relativa agli ultimi tre giorni di gravidanza, quando la mamma era in ospedale, per capire se siano stati fatti tutti gli esami necessari.
Ginevra era la figlia secondogenita di una coppia di Fabrica di Roma e a casa l’attendeva un fratellino. Sarebbe dovuto essere un weekend di festa, che invece si è trasformato in dramma per tutta la famiglia.
L’anomalia è che la mamma, una 34enne alla seconda gravidanza, era ricoverata in ospedale da lunedì 11 gennaio, dopo l’ultimo monitoraggio. Trattenuta dallo stesso personale sanitario in un ambiente protetto vista l’imminenza del parto. Quando la situazione è precipitata, la mamma si sentiva al sicuro.
Dopo la prima sessione di ieri, ce ne sarà una seconda di approfondimento per verificare i tracciati precedenti a quello che mercoledì avrebbe evidenziato, quando era ormai troppo tardi, la sofferenza fetale.
“La situazione andava monitorata perfettamente – ribadisce il legale dei genitori – perchè il cordone ombelicale, anche se molto lungo, era presumibilmente già collocato dove è stato trovato collocato, cioè in parte attorno al collo e in parte attorno al braccio. Andrà verificato se la situazione è stata monitorata correttamente nel corso dei tre giorni di ricovero della mamma, la cui gravidanza, assolutamente regolare, era giunta al termine. È un fatto incontrovertibile che la bambina sia deceduta, il feto è stato perso, in ambiente ospedaliero, un ambiente protetto. Adesso bisogna stabilire se ci siano state delle omissioni, delle negligenze, se ci siano responsabilità da parte del personale sanitario, se la piccina poteva essere salvata”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY