Viterbo – “Non c’erano stati movimenti, solo oscillazioni dovute alla temperatura”. Crollo tratto antiche mura cittadine, l’assessora Laura Allegrini (Lavori pubblici) sotto attacco, si difende portando la relazione della ditta incaricata di monitorare la situazione dopo il primo distacco di sassi, a marzo del 2019.
“Il crollo non era prevedibile viste le carte – prosegue Allegrini – è necessario comprendere cosa sia accaduto, in quanto le mura sono scivolate, non si sono spanciate”.
In consiglio comunale si consuma l’ennesimo scontro con Alvaro Ricci (Pd), tra l’altro ex assessore ai Lavori pubblici. “Ci sono responsabilità politiche chiare e gravissime – tuona Ricci – tutto è stato abbondantemente sottovalutato, mentre quanto avvenuto era facilmente prevedibile”.
Tanto da portare il capogruppo del Partito democratico a un suggerimento drastico. Rivolto ad Allegrini. “Cambi delega, faccia cose più congeniali per la sua storia e la sua cultura”. L’esponente Pd torna a marzo 2019. Quando ci fu il primo distacco e relative transenne posizionate al parcheggio di sant’Antonio.
“Sono passati due esercizi finanziari – ricorda Ricci – e nonostante l’amministrazione abbia avuto nove milioni di euro d’avanzo, che in gran parte rimarranno lì, non ha stanziato un euro. Avete monitorato? C’era una vistosissima infiltrazione d’acqua”.
Allegrini non ci sta a passare per immobile. “Nel 2019 – ricorda l’assessora – quando ci furono lesioni, gli uffici si sono mossi. Primo atto, la diffida all’uso del terreno sovrastante, interdizione del giardino in uso a un ristorante.
È arrivata poi una richiesta di revoca, non accettata. È stato chiuso l’ascensore e il transennamento monitorato periodicamente dagli uffici”. Non solo. “Il 27 dicembre 2019 – prosegue Allegrini – è stato affidato a una ditta di Perugia il monitoraggio che doveva durare sei mesi. Il carotaggio in tre strati, peperino, malta e tufo e l’ultima parte, più morbida.
Al termine sono stati posizionati fessurimetri e sonde termoidrometriche. Le indagini sono state effettuate anche con videoispezioni, dal 24 febbraio al 27 settembre dello scorso anno. Anche se le apparecchiature sono state tolte tardivamente, sono rimaste fino al 2 novembre.
Comunque, nel periodo monitorato, dal 24 febbraio al 27 settembre non si sono evidenziati movimenti o tendenze. Le oscillazioni registrate sono dovute a variazioni di temperatura. Gli uffici hanno fatto tutto quanto necessario”.
Allegrini spiega, Ricci non si convince. “Il monitoraggio è partito quindi il 24 febbraio 2020, un anno dopo rispetto al marzo 2019”.
Se il passato è argomento divisorio, l’assessora ci prova col futuro. Quanto l’amministrazione comunale sta mettendo in campo. La sollecitano pure Letizia Chiatti (Viterbo 2020) e Giacomo Barelli (Forza civica).
“Subito l’incarico a un ingegnere e un geologo – anticipa Allegrini – il crollo non era prevedibile, viste le carte. È necessario capire come sia avvenuto. Il muro è scivolato e non si è spanciato. C’è molto da fare, serve un monitoraggio continuo delle mura”.
Giuseppe Ferlicca
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