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Fiumi di eroina e cocaina in Sardegna, 6 anni al boss di mafia viterbese Ismail Rebeshi

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Ismail Rebeshi

Ismail Rebeshi


Cagliari – (sil.co.) – Traffico di droga tra la Penisola e la Sardegna, sei anni di reclusione con lo sconto di un terzo della pena al boss di mafia viterbese Ismail Rebeshi, il 38enne d’origine albanese già condannato lo scorso 11 giugno a dodici anni (sempre col rito abbreviato) per associazione di stampo mafioso. 

I fatti risalgono agli anni “d’oro”, quando il boss pensava di poter fare il bello e il cattivo tempo a Viterbo. E si atteggiava anche a boss, pubblicando sui social foto sue a tema, tra cui quella diventata nel frattempo “iconica” col sigaro in mano e l’iguana sulla spalla. Dal 26 novembre 2018 non è più uscito dal carcere, dove si trova in regime di 41 bis.

Si è concluso giovedì davanti al gup Roberto Cau del tribunale di Cagliari (con condanne complessive per quasi due secoli ai 23 imputati, da un minimo di 4 a un massimo di 18 anni) il processo scaturito dall’operazione Ichnos dei carabinieri di Carbonia (guidati da una comandante viterbese) partita coi primi arresti nel febbraio del 2018 e sfociata il 26 novembre 2018 nell’arresto di Rebeshi e altri quattro indagati.

Ismail “Ermal” Rebeshi, da anni residente a Viterbo, dove oltre a rifornire la piazza di cocaina era titolare di un night club in via della Palazzina e di una rivendita di auto a Bagnaia, il 25 gennaio 2019, a distanza di due mesi, è stato poi raggiunto in carcere dall’altra ordinanza di custodia cautelare, quella dell’operazione Erostrato, che ha smantellato il sodalizio criminale italo-albanese, responsabile di avere letteralmente messo a ferro e fuoco Viterbo tra il 2017 e il 2018. 


L'operazione Ichnos dei carabinieri

L’operazione Ichnos dei carabinieri


In carcere è finita una banda di presunti narcotrafficanti, specializzati nell’importazione di ingentissimi quantitativi di eroina e cocaina nell’isola, che avrebbe avuto epicentro nell’Ogliastra. Le pene più pesanti, 18 anni di carcere, sono state inflitte ai due presunti capobanda, mentre per gli altri 21 imputati sono state inflitte condanne tra i quattro e gli 11 anni di reclusione. 

Rebeshi, il boss albanese che secondo la Dda di Roma puntava a ottenere il pieno controllo del mercato della cocaina a Viterbo, in Sardegna è stato condannato in primo grado a sei anni con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato chiesto dal difensore Roberto Afeltra. 

Il 38enne, secondo le indagini dei carabinieri di Carbonia (guidati dal capitano viterbese Lucia Dilio e coordinati dai pm Alessandro Pili e Rita Cariello della Dda di Cagliari), in soli tre mesi, da novembre 2017 a febbraio 2018, mentre a Viterbo si moltiplicavano gli attentati incendiari e i gesti intimidatori, sarebbe riuscito a rifornire il gruppo sardo di un chilo e mezzo di eroina e di sei chili di cocaina.

Cocaina purissima. Pura al 93 per cento, dicono le carte dell’operazione Ichnos. Secondo le accuse, in pochi mesi, la banda avrebbe acquistato 85 chili di droga per complessivi 3 milioni di euro che poi, sul mercato, avrebbero moltiplicato fino a oltre tre volte il loro valore.


Lucia Dilio, comandante della compagnia dei carabinieri di Carbonia

Lucia Dilio, la comandante viterbese della compagnia dei carabinieri di Carbonia


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