Viterbo – “Ismail Rebeshi era il più importante referente per lo spaccio di droga a Viterbo e nel suo hinterland, legato alla criminalità italiana e a quella albanese”. I carabinieri di Carbonia definiscono così il 35enne arrestato a Viterbo per traffico di droga fra Sardegna, Lazio e Lombardia.
Rebeshi, albanese ma residente nel capoluogo della Tuscia, è in carcere da ieri. Proprietario di un deposito d’auto e di un night club, secondo i militari dell’arma sarebbe stato tra i fornitori di cocaina ed eroina del gruppo sardo. Un’associazione a delinquere finalizzata alla detenzione e al traffico di stupefacenti, spacciati pure a minorenni.
Rebeshi è stato arrestato insieme ad altre quattro persone nell’ambito dell’operazione Ichnos. Ma era già finito in manette nel 2008, per traffico internazionale di droga. “Pur sotto la copertura di due attività apparentemente lecite, essendo proprietario e gestore del night club Shisha e di un deposito d’auto a Viterbo, ha mantenuto un ruolo predominante nel reperimento della droga e nello spaccio nel centro Italia – sottolineo i carabinieri di Carbonia -. Legato a trafficanti internazionali albanesi, è accusato di aver fornito al gruppo sardo 6 chili di cocaina e un chilo e mezzo di eroina, da novembre 2017 a febbraio 2018”.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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