San Lorenzo Nuovo – (a.c.) – “Si fa fatica oggi”. Con queste parole il vescovo di Viterbo, Lino Fumagalli, apre la sua omelia nei funerali di don Ugo Falesiedi, il parroco di San Lorenzo Nuovo ucciso dal Covid nella notte fra mercoledì e giovedì, a 69 anni.
La cerimonia si tiene nel palazzetto dello sport laurentino, gremito di fedeli, amici e autorità, tra cui il sindaco Massimo Bambini e il comandante provinciale dei carabinieri Andrea Antonazzo.
È provato monsignor Fumagalli, la sua voce trasmette commozione sincera. “Fino all’ultimo ho pregato – dice -. Ero consapevole che solo un miracolo avrebbe potuto restituire don Ugo alla nostra Chiesa. E mercoledì sera confesso di aver implorato il Signore. Devo dire che più volte gli anche ho chiesto ‘perché’. E credo che lo abbiamo chiesto tutti”.
“Poi – continua il vescovo – lo Spirito santo ci aiuta a riflettere sul senso della vita. La morte non è la fine, ma l’inizio di tutto. E allora più che chiedere perché, dobbiamo dire grazie al Signore per il periodo che don Ugo ha dedicato alla chiesa di Viterbo e alla sua attività di educatore, per la sua azione sempre discreta, attiva e propositiva. Grazie per l’amore per la sua gente, per l’attenzione al decoro e alla bellezza dei nostri luoghi sacri, nella convinzione che il decoro favorisce l’incontro con Dio”.
“Don Ugo ha sempre avuto amore per il presbiterio. In dieci anni di ministero non l’ho mai sentito dire una parola di critica verso i confratelli, e questo dev’essere un esempio per tutti” è il ricordo di Fumagalli.
Il vescovo, quindi, sente di dover comunque ringraziare Dio per aver incontrato Ugo Falesiedi sul suo cammino. “Abbiamo perso un sacerdote saggio, intelligente e buono, ma abbiamo acquistato un intercessore in cielo. Per cui grazie Signore per avercelo donato. Rimane il dolore del distacco e della sofferenza, ma la sua presenza è stata una benedizione delle nostre comunità e rimarrà, perché la sua intercessione per noi sarà costante”.
Al termine della cerimonia, Fumagalli si concede anche una speranza “che l’esempio di don Ugo sia seme per nuove vocazioni col suo stesso stile discreto, sincero e generoso”.
L’uscita del feretro dal palazzetto è accompagnata dall’applauso dell’assemblea. L’ultimo saluto a un sacerdote amato e stimato dalla sua comunità, tanto che anche Avvenire, il principale quotidiano cattolico italiano, gli ha dedicato un ricordo, scrivendo che “gli innumerevoli attestati di stima e affetto che in queste ore stanno giungendo da ogni dove nella diocesi di Viterbo, lasciano intendere come la figura di don Ugo Falesiedi fosse realmente per tutti padre, fratello e amico”.
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