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Ronciglione - Annullata la delibera che lo aveva sollevato dall'incarico

Il Tar dà ragione a Satriani e lo rimette alla presidenza del consiglio comunale

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Emanuele Satriani

Emanuele Satriani

Ronciglione – Il tribunale amministrativo del Lazio dà ragione a Emanuele Satriani e lo rimette alla presidenza del consiglio comunale.

Con la delibera numero 16 del comune di Ronciglione del 4 settembre 2020 l’assise guidata da Marco Mengoni aveva revocato il ruolo a Satriani “ai sensi dell’articolo 29 del regolamento sul funzionamento degli organi istituzionali”.

Satriani era stato nominato presidente del consiglio comunale di Ronciglione il 22 giugno del 2017, ma dopo tre anni viene considerato non più adatto a quella carica, per una serie di presunti inadempimenti.

Secondo il comune di Ronciglione “l’avvocato Emanuele Satriani, presidente del consiglio comunale, ha attuato un atteggiamento scarsamente collaborativo con gli altri organi dell’ente, anche con azioni omissive, tanto che il sindaco è diverse volte dovuto intervenire con proprie note ad intimare il compimento di atti indifferibili ed urgenti che venivano colposamente procrastinati; ha attuato una gestione delle sedute consiliari non conforme alle prescrizioni regolamentari, con particolare riferimento alla durata degli  interventi dei consiglieri ovvero al diritto di replica degli stessi, alterando il funzionamento e la fluidità del dibattimento”.

E ancora, sempre secondo le accuse del comune, Satriani “in violazione delle disposizioni regolamentari e del principio di leale cooperazione che impongono il coinvolgimento del sindaco nella definizione dell’ordine del giorno, ha agito in autonomia e talvolta in pieno disaccordo con lo stesso; agendo in autonomia e contro il parere del sindaco, provvedeva alla convocazione della seduta del consiglio in data non compatibile con gli impegni assunti da diversi membri della maggioranza, indi attuando comportamenti non compatibili con i doveri di imparzialità e garanzia di corretta rappresentanza dei gruppi consiliari”.

Accuse circostanziate e pesanti che sono valse, appunto, la revoca dall’incarico a Satriani. Ma il Tar ha smontato completamente queste tesi e ha dato invece ragione all’ex presidente del consiglio che contro quella decisione del comune di Ronciglione aveva presentato ricorso.

“In linea di principio, il presidente del consiglio comunale – si legge nella sentenza del Tar pubblicata il 22 dicembre 2020 -, nell’individuare le date di convocazione dell’assemblea, deve sforzarsi, secondo ragionevolezza, di tenere conto della disponibilità di massima dei componenti del consiglio, potendosi individuare nella fattispecie un reciproco obbligo di leale cooperazione tra il primo e questi ultimi rivolto a consentire di contemperare – secondo buona fede – impegni personali e professionali con i doveri di esercizio del mandato. Tuttavia, tale obbligo non può essere spinto sino a configurare un dovere di concertazione delle date di convocazione del consiglio, posto che tale  adempimento rimane nella responsabilità del presidente stesso e che i doveri del mandato elettorale richiedono da parte dei consiglieri, a loro volta, un diligente adempimento”.

Per questo e per altri motivi, secondo i giudici del Tar “non è giusta causa di revoca dell’organo, l’avere il presidente ragionevolmente atteso, per la convocazione del consiglio ai fini dell’approvazione del bilancio o del resoconto dell’ente, l’approvazione del relativo schema nella seduta di giunta. Per le esposte motivazioni, il ricorso è dunque fondato e come tale merita accoglimento“.

Il tribunale amministrativo regionale per il Lazio (sezione seconda bis), ha dunque accolto il ricorso e annullato il provvedimento impugnato. Inoltre ha condannato “l’amministrazione resistente alle spese di lite che liquida in euro 1000, oltre accessori come per legge”.


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6 gennaio, 2021

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