Viterbo – Sfiorata la rissa tra ragazzi nella serata di ieri a Viterbo.
Provvidenziale l’intervento degli uomini della polizia di Stato della squadra volante della questura, immediatamente giunti sul posto che, aiutati dai carabinieri, hanno circoscritto l’area e identificato i presenti.
La segnalazione era arrivata verso le 19,30 al 113: lite tra ragazzi in piazza della Repubblica.
La volante, dopo essere arrivata in zona, ha visto due gruppi di ragazzi in piazza della Repubblica e nell’adiacente piazza Marconi, che si stavano allontanando per evitare i controlli. I giovani sono stati bloccati e identificati.
Erano almeno una cinquantina, probabilmente anche di più, tra i 16 e i 19 anni. Alcuni di loro avrebbero ammesso che ci si era dati appuntamento su Facebook per ritrovarsi nella zona.
Sono comunque tuttora in corso approfondimenti investigativi finalizzati a individuare più precisamente la motivazione della lite. Per quel che risulta, ora come ora, è stata organizzata utilizzando i social network.
“Al riguardo – spiega la polizia in una nota – se durante una rissa taluno riporta anche solo una lesione personale la pena prevista, per il solo fatto della partecipazione alla rissa, è della reclusione da tre mesi a cinque anni”.
È il terzo sabato di fila che accade qualcosa di simile a Viterbo. Due settimane fa 150 giovani si erano radunati in zona Porta Faul. Sabato scorso un centinaio al quartiere Pilastro.
Una moda pericolosa, lanciata dalla capitale. Subito dopo, immagini analoghe a quelle della mega rissa-raduno al Pincio si sono cominciate a vedere in altre città italiane.
Il prezzo da pagare, in termini di contagi, per questi maxi-assembramenti imprudenti, può essere altissimo vista la probabilità di contrarre l’infezione e diffonderla ai membri della propria famiglia, mettendo in pericolo i propri cari, specie se anziani.
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