Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nell’ambito del contrasto alla pedopornografia, nel 2020 il compartimento polizia postale del Lazio ha trattato oltre 380 casi e sono state avviate numerosi indagini, che hanno portato all’esecuzione di 110 perquisizioni, all’arresto di 7 persone e alla denuncia in stato di libertà di 157 soggetti indagati a vario titolo per i reati di adescamento di minori e di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico; procedendo contestualmente al sequestro di oltre 18mila 900 gigabyte di contenuti multimediali di tale illecita natura.
Nel corso di tale attività sono stati inoltre visionati 16mila 150 spazi virtuali.
L’anno 2020 è stato caratterizzato da mutamenti profondi delle nostre abitudini di vita. In modo repentino, quasi tutte le nostre attività (lavoro – scuola – tempo libero – formazione – cultura – relazioni) hanno conosciuto una rimodulazione basata in larga parte sull’utilizzo della rete, con un allargamento della platea degli utenti anche a soggetti normalmente poco adusi alle nuove tecnologie, fattore il quale, se da un lato ha accelerato un processo di modernizzazione certamente già in atto, ha, del pari, determinato una accresciuta esposizione alle aggressioni della cyber-criminalità.
In questo scenario, l’impegno della polizia postale e delle comunicazioni si è indirizzato verso la prevenzione ed il contrasto di un insieme assai vasto ed eterogeneo di attacchi informatici, diretti a colpire il patrimonio personale dei cittadini come l’integrità del tessuto economico-produttivo del Paese, la regolarità dei servizi pubblici essenziali come il mondo delle professioni, la sicurezza e la libertà personale di adulti e ragazzi con particolare riferimento alla protezione dei bambini e delle persone più vulnerabili.
Questura di Viterbo
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