Viterbo – “Un polo di ricerca e per la produzione di idrogeno verde”. Dove? A Civitavecchia, Torrevaldaliga nord e sud dove, invece, Enel e Tirreno Power vorrebbero tirar su due centrali a turbogas, al posto del carbone che da decenni sta mettendo a dura prova tutto il territorio. La proposta, il polo di ricerca, è della Cna di Viterbo e Civitavecchia che ieri pomeriggio ha convocato una conferenza via Zoom per spiegarne le ragioni. Ad intervenire, Luigia Melaragni e Alessio Gismondi. Entrambi di Cna. Segretaria di Viterbo e Civitavecchia la prima, presidente di Civitavecchia il secondo. Con loro, in conferenza, c’è stato anche il sindaco di Civitavecchia, Ernesto Tedesco.
Alessio Gismondi della Cna di Civitavecchia
“La soluzione ideale del futuro è la svolta green – ha detto subito Gismondi -. Lo dice l’Europa, il ministero e lo pensano i cittadini di Civitavecchia. E’ arrivato il momento di cambiare le cose. La produzione di energia è una fonte molto importante per il fabbisogno nazionale, ma si può produrre energia anche a basso impatto ambientale. L’idrogeno, l’eolico off shore e il fotovoltaico sono la strada da percorrere, così come, per Civitavecchia, la creazione di un polo di ricerca e per la produzione di idrogeno verde al posto del turbogas“.
Civitavecchia – La centrale
La questione affrontata oggi in conferenza stampa è importante. Per il territorio del litorale a nord della regione innanzitutto. Enel e Tirreno Power prevedono infatti tre centrali a turbogas. Torrevaldaliga nord, Torrevaldaliga sud, entrambe a Civitavecchia, e Montalto. Sulla base del piano nazionale energentico del 2019, Enel ha presentato un progetto per Montalto da 600 megawatt e un altro per Torrevaldaliga nord di 1680 megawatt. Torrevaldaliga sud è della società Tirreno Power che ha presentato un progetto a turbogas per 1200 megawatt. Il tutto per una potenza complessiva di 3600 megawatt. Tra le più rilevanti in Italia.
La centrale elettrica turbogas è un impianto industriale per generare energia elettrica mediante l’utilizzo di un motore a combustione interna turboespansore alimentato a gas o gasolio.
Luigia Melaragni della Cna di Viterbo e Civitavecchia
“Il ministero dello sviluppo economico – è intervenuta Melaragni – ha istituito un tavolo per accompagnare la fase di transizione dal carbone delle centrali di Civitavecchia e Montalto. Un tavolo che ha anche il compito di tutelare i lavoratori. Civitavecchia può diventare un polo di ricerca per studio dell’idrogeno verde, conferendo inoltre a Civitavecchia un ruolo di primo piano nella transizione energetica”.
Civitavecchia – Il porto
Una decisione, quella di realizzare tre centrali a Turbogas lungo il litorale, che ha visto una vera e propria levata di scudi da parte di istituzioni, organizzazioni e associazioni. Soprattutto su Civitavecchia, dove un paio di settimane fa diverse realtà del territorio, assieme a Cgil, Uil, Cna e comune, hanno dato vita a un “fronte del No” al Turbogas e istituito un tavolo di regia che ha il compito di elaborare una proposta alternativa a quella di Enel e Tirreno Power da sottoporre al ministero dello sviluppo economico.
“È importante muoversi tutti quanti insieme – ha spiegato il sindaco Tedesco -. O si fa una scelta drastica dicendo che Enel se ne deve andare da Civitavecchia oppure si accetta la presenza di Enel, ma in maniera diversa. I sindaci del territorio devono ragionare in maniera equilibrata, ma Civitavecchia deve diventare il punto di riferimento principale in Italia per la transizione energetica all’idrogeno. Una città protagonista di una scelta energetica innovativa. Ora dobbiamo interloquire con Enel, coinvolgendo anche la regione che sembra essere anch’essa interessata all’idrogeno. Ma dobbiamo parlare soprattutto con il governo, perché è lui che decide. Oggi siamo arrivati a un punto in cui l’Europa chiede una svolta. Noi chiediamo che Civitavecchia diventi città pilota in termini di rinnovabili e di garanzia di futuro. Con il passaggio a qualcosa di diverso sotto il profilo ambientale e occupazionale. Per restituire alla città tutto quello che ha perso in 70 anni”.
Daniele Camilli
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