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Civitavecchia - Ieri sera una riunione on line tra istituzioni, associazioni e organizzazioni ha portato alla firma di un documento - Presente anche il sindaco Ernesto Tedesco e l'ex Antonio Cozzolino

Turbogas, nasce il Fronte del “No” alle centrali

di Daniele Camilli

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Civitavecchia – Fronte del Porto. Nasce a Civitavecchia il Fronte del no. No alla centrali a Turbogas previste lungo il litorale da Enel e Tirreno Power. Torrevaldaliga nord e Torrevaldaliga sud. Una terza centrale è prevista a Montalto. Ma a nord della Tuscia tutto sembra essere decisamente più sereno. Le barricate contro il Turbogas per il momento sono solo a Civitavecchia dove, ieri sera, s’è riunito on line un network di associazioni, istituzioni e organizzazioni. Una riunione che ha dato vita a un “tavolo permanente di confronto democratico” che ha il compito di elaborare una proposta alternativa al turbogas da presentare al ministero dello sviluppo economico. A partire però da un dato. “No al Turbogas”. No a Civitavecchia.


Civitavecchia - La centrale

Civitavecchia – La centrale


Una ventina le persone collegate. Tra loro anche il sindaco della città Ernesto tedesco, l’ex sindaco grillino Antonio Cozzolino, Cgil, Uil, Cna, altri sindaci della zona e le associazioni del territorio, tra cui il comitato Sole e Città Futura che hanno promosso l’incontro. 

Le forze sindacali, tra cui Cgil e Uil, i sindaci, compreso tedesco e l’ex sindaco Cozzolino, i sindaci della zona, le associazioni datoriali e le associazioni del territorio, Cna, comitato Sole e Città futura che hanno promosso l’incontro. Una ventina i partecipanti all’incontro on line.

“In data 15 gennaio si è svolta via web, una riunione fra i sottoscrittori del presente documento, avente per oggetto i progetti di Enel e Tirreno Power, basati entrambi sull’utilizzo del gas”. Inizia così la dichiarazione che dà vita al fronte del “No” al Turbogas firmata ieri in tarda serata.


Il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco

Il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco


Un territorio che dopo anni si organizza. Per confrontarsi con i progetti di due multinazionali e investimenti per miliardi di euro. E lo fa intrecciando istituzioni, associazioni e sindacati. Con l’obiettivo di avanzare una proposta alternativa a quella di Enel e Tirreno Power.

Un porto, quello di Civitavecchia, colpito pesantemente dall’emergenza Covid che ha bloccato tutto il settore delle crociere che dava fiato all’economia di un porto, dunque di una città, completamente scollegata da Roma per quanto riguarda il traffico via mare. Ad esempio i container che arrivano nella capitale partono da Livorno, Napoli e Salerno. Uno spaccato di litorale laziale che per bocca del suo sindaco Tedesco ha proposto di unire le forze della città con quelle della provincia di Viterbo, trovando sostegno e appoggio da parte del sindaco di Viterbo Giovanni Arena, del consigliere del Pd a Palazzo dei priori Alvaro Ricci e della Uil di Giancarlo Turchetti. Un porto dove la trasversale, un progetto che ha più di 50 anni, non è ancora arrivata. Cosa che per Civitavecchia avrebbe significato attrarre le rotte commerciali provenienti dall’Adriatico e da tutto il centro Italia.

“Se il territorio è compatto – spiega il segretario della Uil di Viterbo e Civitavecchia, Giancarlo Turchetti che ha partecipato all’incontro – possiamo veramente cambiare la storia di Civitavecchia. Per 70 anni il territorio ha subito l’inquinamento. Dobbiamo cambiare pagina. Il gas non dà prospettive occupazionali. Quello che propone il tavolo potrebbe produrre invece circa 2 mila posti di lavoro”.


Giancarlo Turchetti

Il segretario della Uil Giancarlo Turchetti


Un tavolo che nasce anche per rispondere a una richiesta precisa del ministero per lo sviluppo economico. “Il Mise – spiega Turchetti – una mesata fa ha chiesto una proposta del territorio. Abbiamo unito tutte le realtà che hanno dato vita a un tavolo che avanzerà una proposta alternativa al gas. In maniera compatta. Una cabina di regia”.

“In coerenza con i contenuti della risoluzione numero 130 del Consiglio comunale di Civitavecchia del 24 ottobre 2019, prioritariamente – sta scritto nel documento firmato ieri sera – è stata ribadita, all’unanimità, netta contrarietà alla costruzione di nuovi impianti alimentati a gas o altri combustibili fossili a Civitavecchia”.


La centrale di Montalto

La centrale di Montalto


“Il nuovo corso dell’Unione europea – prosegue il documento – ha inserito fra le sue priorità il tema della lotta ai cambiamenti climatici e fra le linee di azione principali la completa transizione verso le energie alternative e filiere produttive collegate, investendo per questa strategia importanti risorse economiche”.

Il fronte del no al Turbogas punta infatti sulle energie alternative indicate anche nel nuovo piano energetico dell’Ue approvato la scorsa estate. Idrogeno, con la proposta di un centro sperimentale a Torrevaldaliga nord. Eolico e fotovoltaico offshore. 

“Per il nostro territorio questo rappresenta un’opportunità storica – prosegue il documento – perché apre alla possibilità di affrancarsi da un passato caratterizzato da servitù altamente inquinanti e consente di gettare le basi per un diverso modello di sviluppo condiviso, basato sulla rigenerazione ambientale e su nuova e buona occupazione”.


Civitavecchia - Nave al porto

Il porto di Civitavecchia


Lungo il litorale laziale Enel e Tirreno Power hanno previsto tre centrali a turbogas. Torrevaldaliga nord, Torrevaldaliga sud, entrambe a Civitavecchia, e Montalto. Attualmente c’è il carbone a Civitavecchia e il gas a Torrevaldaliga sud. Mentre a Montalto la situazione è ferma. Sulla base del piano nazionale energentico del 2019, Enel ha presentato un progetto per Montalto da 600 megawatt e un altro per Torrevaldaliga nord di 1680 megawatt. Torrevaldaliga sud è della società Tirreno Power che ha presentato un progetto a turbogas per 1200 megawatt. Il tutto per una potenza complessiva di 3600 megawatt. 

La centrale elettrica turbogas è un impianto industriale per generare energia elettrica mediante l’utilizzo di un motore a combustione interna turboespansore alimentato a gas o gasolio.


Il sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino

L’ex sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino


Una presa di posizione, quella del territorio di Civitavecchia contro il turbogas, che ha tra i suoi punti di partenza un ordine del giorno approvato dal consiglio comunale della città il 24 ottobre 2019 con cui si impegnano il sindaco e la giunta “ad esprimere, in ogni sede, netta contrarietà alla costruzione di nuovi impianti alimentati a gas e/o sistemi finalizzati alla produzione di energia mediante combustione di qualsiasi sostanza, ivi compresi rifiuti di qualsiasi tipo, sia sul territorio comunale sia su territori di comuni limitrofi a Civitavecchia”.

Ieri sera, infine, la nascita di “un tavolo permanente di confronto democratico in grado di delineare un percorso alternativo e formulare proposte concrete, in piena sintonia con le linee guida dell’Europa e con le esigenze di sviluppo e tutela della popolazione e del suo comune sentire”.

Daniele Camilli


“Tre centrali a turbogas tra Montalto di Castro e Civitavecchia”


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16 gennaio, 2021

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