Viterbo – (g.f.) – “Oggi le consultazioni, quando tocca a noi?”. Dal governo al comune, è tutto un consultarsi. A livello centrale la crisi è conclamata, ufficiale e in via di risoluzione, a palazzo dei Priori è sotterranea e Giacomo Barelli, capogruppo Forza civica, non perde occasione per stuzzicare il centrodestra. “Si scherza…”.
Qualche battuta. Aiuterà a a evitare, oltre alla crisi politica, quella di nervi ad Arena e i suoi.
L’occasione la riunione in prima commissione ieri mattina. Tarda a iniziare per problemi di collegamento e allora s’inganna il tempo, incrociando le varie crisi.
Il sindaco Arena sta incontrando i vari gruppi che lo sostengono. Con Forza Italia già venerdì, ieri la Lega e Fratelli d’Italia. Così, Barelli ironizza su quando sia la volta dell’opposizione. Immaginando consultazioni stile Draghi. Tutti dentro (la coalizione).
“Quando tocca a noi?”, si domanda Barelli. “Essendo minoranza – suppone Barelli – chiuderemo il giro di consultazioni. Aspettiamo che il sindaco fissi il calendario degli incontri nella sala Rossa”.
Alvaro Ricci, capogruppo Pd, non si fa cogliere impreparato: “Io, come Cottarelli, ho sempre il telefono acceso…”. Al che, Sergio Insogna (Fondazione) lo incalza: “Sei pronto a entrare”.
Del resto, il nascituro governo nazionale insegna. Da destra a sinistra una grande coalizione. A Viterbo è già successo in provincia, dove però l’esperimento è in parte concluso. “In questo quadro – fa notare Barelli – il comune di Viterbo è un’anomalia, avendo un’opposizione…”. Sempre si scherza.
In effetti la minoranza a palazzo dei Priori c’è. Qualche in dubbio, invece, sull’esistenza di una maggioranza.
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