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Cronaca - Giovedì 11 febbraio la messa con il vescovo Romano Rossi alle 15,30

Civita Castellana celebra la Giornata mondiale del malato

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Il duomo di Civita Castellana

Il duomo di Civita Castellana

Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo –  Giovedì 11 febbraio si celebra la Giornata mondiale del malato. Nella cattedrale di Civita Castellana è prevista per le 15 recita del santo rosario e alle 15,30 la concelebrazione della messa presieduta dal vescovo Romano Rossi.

Il comandamento dell’amore lasciato da Gesù trova concreta realizzazione anche nel rapporto con i sofferenti. È uno dei passaggi chiave del messaggio del papa per la XXIX Giornata mondiale del malato che sarà celebrata il prossimo 11 febbraio e organizzata in diocesi dall’Unitalsi, sottosezione di Civita Castellana, che avverte il bisogno di incontrarsi giovedì alle 15 in cattedrale, nel rispetto delle regole anti-Covid, con il vescovo Romano Rossi, con le sorelle e fratelli malati, con i volontari, per pregare insieme, e contribuire con maggior efficacia a una cultura della vita e della salute. 

In altre occasioni d’incontro con la sofferenza il vescovo Romano Rossi ha rivolto parole di grande tenerezza per i malati, e di apprezzamento nei confronti dell’Unitalsi, sottolineando l’impegno costante e generoso di tutti i volontari per la loro “testimonianza” e per “l’amore ostinato” per chi è nel bisogno.

Tema della riflessione di Francesco è “La relazione di fiducia alla base della cura dei malati” e prende le mosse da un passo del Vangelo di Matteo: “Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli” (Mt 23,8).

“È momento propizio – afferma papa Francesco – per riservare una speciale attenzione alle persone malate e a coloro che le assistono, sia nei luoghi deputati alla cura sia in seno alle famiglie e alle comunità”.

Il papa afferma che la cura e l’assistenza ai malati fa parte da sempre della storia di carità di ogni comunità cristiana, nella relazione con chi sta male, in rapporto alla “coerenza tra il credo professato e il vissuto reale”. Il rischio è infatti di cadere nel “male dell’ipocrisia” molto grave, “che produce l’effetto di impedirci di fiorire come figli dell’unico padre, chiamati a vivere una fraternità universale”.

Tale storia di dedizione non va dimenticata. Essa continua ancora oggi, in tutto il mondo.

Diocesi di Civita Castellana


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6 febbraio, 2021

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