Roma – Riceviamo e pubblichiamo – 14 anni di lotte per arrivare alla firma del contratto della sanità privata Aiop-Aris, ma nel Lazio a circa quattro mesi dalla sottoscrizione l’accordo non è applicato dalle aziende accreditate con il Ssr nella maggior parte dei casi.
“Abbiamo più volte sollecitato le parti coinvolte all’assunzione, da parte di ognuna, del massimo senso di responsabilità perché a pagare non siano sempre i lavoratori” dichiarano Gianluca Giuliano, segretario nazionale della Ugl sanità e Valerio Franceschini, segretario provinciale di Roma.
“Oggi ci troviamo di fronte a una situazione paradossale. Pur in presenza dell’accordo raggiunto a livello nazionale e sottoscritto al ministero della Salute l’8 ottobre 2020, le aziende continuano a non applicare il Ccnl – proseguono i sindacalisti -. Abbiamo richiesto alla regione Lazio un incontro urgente ma il metodo del silenzio resta quello applicato dal presidente Zingaretti e dall’assessore D’Amato in spregio alle legittime attese dei tanti operatori sanitari coinvolti. I lavoratori continuano quindi ad attendere e il tempo passa”.
Giuliano e Franceschini concludono: “La regione deve dar seguito alla delibera che la impegna, come da accordo nazionale, alla copertura per la propria parte del 50%. L’immobilismo istituzionale viene utilizzato dalle aziende in modo inopportuno per non dare seguito all’applicazione del nuovo contratto. Siamo pronti a qualunque forma di mobilitazione perché un diritto ormai acquisito venga applicato e tutelato”.
Ugl salute
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