Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Purtroppo dobbiamo evidenziare che anche oggi un detenuto sorpreso ad attività illecite per un occultamento di un microtelefono ritrovato dopo scrupolose indagini, oggi reato penale, ha aggredito due agenti penitenziari per cui sono state necessarie le cure del caso.
Oramai nei nostri istituti penitenziari ogni giorno detenuti di varie nazionalità, con reati gravi o di minore entità, sono avvezzi ad aggressioni e attività illecite continue sulle quali la polizia penitenziaria è chiamata costantemente ad attivare le procedure necessarie. Quindi diventa possibile che questi diventino violenti e pericolosi per chi deve adempiere al proprio dovere istituzionale.
L’amministrazione penitenziaria continua a movimentare gli stessi da sede a sede ma di fatto manca un’attenzione della politica che non fornisce alcuna indicazione legislativa a tutela della polizia penitenziaria.
Uspp Lazio augura ai colleghi aggrediti è che il soggetto sia perseguito ai sensi di legge per aggressione oltre al reato per il microtelefono occultato durante la detenzione.
Uspp Lazio
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