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Viterbo - Giacomo Barelli (Forza civica) interviene sulla sentenza per il contenzioso intentato e perso in primo grado da Talete contro il comune - La società chiedeva 3 milioni di euro

“La causa intentata dall’allora presidente Bonori era infondata”

di Giuseppe Ferlicca
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Giacomo Barelli

Giacomo Barelli

Viterbo – “La causa intentata dall’allora presidente Bonori era infondata”. È la conclusione cui giunge Giacomo Barelli, consigliere comunale Forza civica, dopo avere appreso della sentenza persa da Talete, attraverso cui la società idrica chiedeva tre milioni di euro all’amministrazione comunale.

Si tratta del primo grado, è possibile ricorrere, ma per l’esponente d’opposizione, il pronunciamento è chiaro. Come l’acqua.

“Si dimostra com’era ovvio – sottolinea Barelli – che il comune non doveva questi soldi a Talete e conseguentemente l’amministrazione potrà svincolare il milione di euro che aveva accantonato in bilancio”.

La scelta di opporsi alle richieste di Talete è stata proprio di Barelli, quando era assessore comunale nella precedente amministrazione. “Vorrei ringraziare l’allora sindaco Leonardo Michelini che appoggiò la mia decisione di opporci, quando ero assessore Agli affari legali. Una scelta presa durante una giunta che fu poco partecipata.

Oggi la sentenza di primo grado conferma che avevamo ragione noi. Quella causa, quando il presidente della società era Bonori, era totalmente infondata. Oggi ci chiediamo perché fu avanzata.

La società, nel momento in cui ci fu la possibilità di transare non l’ha fatto, sbagliando. E ora è soccombente in primo grado”.

Con una conseguenza, secondo Barelli. “Tutto questo costa a Talete, da quanto leggo, 30mila euro di spese legali che si poteva di certo risparmiare”.

Il motivo del contendere si perde nella notte dei tempi, da quando Robur, la società che all’epoca gestiva il servizio idrico nel capoluogo, cedette tutto a Talete. Alcuni interventi e relativi costi sono il motivo del contendere.

“Deriva da quanto c’era Gabbianelli sindaco – ricorda Barelli – e la sentenza mette fine pure a questo secondo aspetto. Non c’è un credito per lavori fatti da Talete e che il comune deve pagare”.

Con una conclusione, più a carattere generale: “Va sottolineato l’operato corretto da parte dell’amministrazione, nell’essersi opposta a un’azione che la sentenza dimostra essere temeraria e getta dubbi sulla gestione in questi anni di Talete.

Comunque, si è avverato quanto andavamo dicendo e Talete ha dovuto buttare 30mila euro in spese legali. Li potevano risparmiare”.

Giuseppe Ferlicca


 Articoli: Il sindaco Arena: “Domanda risarcitoria infondata e rigettata” – Tre milioni chiesti al comune, Talete perde la causa


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2 febbraio, 2021

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