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Movente passionale dietro il rogo del chiosco del cimitero, la difesa chiama i pompieri

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Oriolo Romano - Il chiosco incendiato

Oriolo Romano – Il chiosco incendiato

Oriolo Romano - Un intervento dei carabinieri

Oriolo Romano – Un intervento dei carabinieri

Oriolo Romano - Chiosco incendiato - Le taniche di benzina sequestrate

Oriolo Romano – Chiosco incendiato – Le taniche di benzina sequestrate

Oriolo Romano – (sil.co.) – E’ accusato di avere dato fuoco al chiosco di fiori di un’amica della sua ex per vendicarsi, incolpandola della fine della relazione. Ma nel corso dell’udienza di ieri del processo, durante la quale è stato sentito il caposquadra dei vigili del fuoco di Bracciano, i primi a intervenire, non è emerso nulla a carico dell’imputato. 

Non si è ancora concluso il processo per il rogo che ha ridotto in cenere il chiosco di legno vicino al cimitero di Oriolo Romano all’ora di pranzo del 20 settembre 2014. Il rogo avrebbe provocato danni materiali ingentissimi, per oltre 70mila euro, alla vittima, la quale si è costituita parte civile al processo.

Secondo l’accusa, il piromane sarebbe un sessantenne di Tolfa, arrestato poche ore dopo con l’accusa di incendio doloso, il cui movente sarebbe stato passionale: vendicarsi della donna che secondo lui gli aveva mandato a monte una storia. 

Ieri, per la difesa, è stato sentito il caposquadra dei vigili del fuoco di Bracciano.

“Noi siamo rimasti poco, perché nel frattempo è sopraggiunta la squadra del distaccamento di Civita Castellana dei vigili del fuoco di Viterbo, competente per territorio. L’allarme è scattato alle 13,14 e quando siamo arrivati, alle 13,30, il chiosco, che era di legno, era già tutto bruciato”, ha spiegato.

“C’erano forse dei curiosi, ma nessuno che mia abbia colpito in particolare”, ha concluso, rispondendo alla domanda se ci fosse qualcuno che si aggirava, magari con fare sospetto, nella zona, qualcuno che si fosse fatto notare.

Per la difesa, che ha citato tra i testi a discolpa perfino i vigili del fuoco, il presunto piromane quel giorno stava da un’altra parte. Alla prossima udienza testimonieranno anche i figli.

Ma all’udienza del 21 gennaio 2019 l’ultimo degli otto testimoni dell’accusa ha detto di avere visto l’imputato in paese, più o meno all’ora in cui sono divampate le fiamme. Aggiungendo, inoltre, che non era da solo: “In macchina con lui c’era un’altra persona, vestita di nero, ma non so se fosse un uomo o una donna”. 

L’uomo, un 65enne la cui compagna era amica della fioraia, ha comunque ritrattato in parte le dichiarazioni rilasciate a caldo, subito dopo l’incendio. “Non ho mai detto che la fioraia avesse detto alla mia compagna di essere stata minacciata dall’imputato che le dava la colpa della fine della sua relazione sentimentale. Nè tantomeno che le aveva detto ‘tanto te la farò pagare’”, ha sottolineato. 

Ha però riconosciuto in aula l’imputato e confermato di averlo visto in paese il giorno del rogo. “Mancava circa un quarto all’una. Eravamo tutti e due in auto. Lui usciva da Oriolo e io entravo. A bordo della vettura, oltre a lui, c’era un’altra persona, vestita di nero, ma non so se fosse un uomo o una donna”, ha proseguito. 

Il sospetto fu convocato con un pretesto presso la stazione di Tolfa, dove si recò spontaneamente. “Venne in auto e a bordo c’erano due taniche di benzina da venti litri vuote e vari accendini, che furono posti sotto sequestro assieme alla vettura”, ha spiegato al giudice uno dei carabinieri che hanno svolto a tempo di record le indagini, dicendo che la modalità operativa era stata concordata dai vari militari coinvolti, perché fosse una cosa tranquilla.

La mattina del 20 settembre 2014, un sabato, anche la fioraia, dopo aver chiuso il chiosco, avrebbe notato la macchina dell’imputato vagare per Oriolo, senza dare importanza al fatto. Giunta a casa da qualche minuto, fu avvisata dell’incendio dai carabinieri. 

Per il difensore, il sessantenne avrebbe usato le taniche sequestrate per rifornire alcuni trattori di sua proprietà. Mentre gli accendini si giustificherebbero perché l’imputato sarebbe un fumatore.


Articoli: “Era in paese il giorno dell’incendio, l’ho visto in auto con un’altra persona” – “Incendiò chiosco, nell’auto taniche di benzina e accendini” – Dà fuoco al chiosco di fiori di un’amica dell’ex amante – In fiamme chiosco di fiori


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