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Oriolo Romano - Chiosco di fiori in fiamme - L'ultimo testimone dell'accusa identifica in aula il presunto piromane - Dietro il rogo un movente passionale, la fine di una relazione clandestina

“Era in paese il giorno dell’incendio, l’ho visto in auto con un’altra persona”

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Oriolo Romano - Il chiosco incendiato

Oriolo Romano – Il chiosco incendiato

Oriolo Romano - Chiosco incendiato - Le taniche di benzina sequestrate

Oriolo Romano – Chiosco incendiato – Le taniche di benzina sequestrate

Oriolo Romano - Chiosco incendiato - L'intervento dei carabinieri

Oriolo Romano – Chiosco incendiato – L’intervento dei carabinieri

Oriolo Romano – (sil.co.) – Per la difesa, che ha citato tra i testi a discolpa perfino i vigili del fuoco, il presunto piromane quel giorno stava da un’altra parte. 

Ma in aula l’ultimo degli otto testimoni dell’accusa ha detto di averlo visto in paese, più o meno all’ora in cui sono divampate le fiamme. Fiamme che il 20 settembre 2014 hanno devastato un chiosco di fiori al cimitero. Aggiungendo, inoltre, che l’imputato non era da solo: “In macchina con lui c’era un’altra persona, vestita di nero, ma non so se fosse un uomo o una donna”. 

E’ il sessantenne di Tolfa accusato di avere dato fuoco a un chiosco di fiori vicino al cimitero di Oriolo Romano, all’ora di pranzo del 20 settembre di cinque anni fa. Poche ore dopo fu arrestato con l’accusa di incendio doloso. 

Secondo l’accusa, avrebbe agito per vendicarsi della proprietaria cui avrebbe imputato la rottura della relazione con l’ex amante. Un movente passionale, dunque, dietro il rogo che avrebbe provocato danni materiali ingentissimi, per oltre 70mila euro, alla vittima, la quale si è costituita parte civile al processo ripreso ieri davanti al giudice Giacomo Autizi.

L’ultimo testimone dell’accusa, un 63enne la cui compagna era amica della fioraia, ha ritrattato in parte le dichiarazioni rilasciate a caldo, subito dopo l’incendio. “Non ho mai detto che la fioraia avesse detto alla mia compagna di essere stata minacciata dall’imputato che le dava la colpa della fine della sua relazione sentimentale. Nè tantomeno che le aveva detto ‘tanto te la farò pagare'”, ha sottolineato. 

L’uomo ha però riconosciuto in aula l’imputato e confermato di avere visto il sessantenne in paese il giorno del rogo. “Mancava circa un quarto all’una. Eravamo tutti e due in auto. Lui usciva da Oriolo e io entravo. A bordo della vettura, oltre a lui, c’era un’altra persona, vestita di nero, ma non so se fosse un uomo o una donna”, ha proseguito. 

Tra i testimoni dell’accusa è stato sentito ieri anche uno dei carabinieri che si sono immediatamente messi sulle tracce dell’incendiario. Nelle indagini furono coinvolti i militari della compagnia di Ronciglione, nonché delle stazioni di Oriolo Romano, Vejano e Tolfa. 

Il sospetto fu convocato con un pretesto presso la stazione di Tolfa, dove si recò spontaneamente. “Venne in auto e a bordo c’erano due taniche di benzina da venti litri vuote e vari accendini, che furono posti sotto sequestro assieme alla vettura”, ha spiegato al giudice il teste, dicendo che la modalità operativa era stata concordata dai vari militari coinvolti, perché fosse una cosa tranquilla.

La mattina del 20 settembre 2014, un sabato, anche la fioraia, dopo aver chiuso il chiosco, avrebbe notato la macchina dell’imputato vagare per Oriolo, senza dare importanza al fatto. Giunta a casa da qualche minuto, fu avvisata dell’incendio dai carabinieri. 

Per il difensore, il sessantenne avrebbe usato le taniche sequestrate per rifornire alcuni trattori di sua proprietà. Mentre gli accendini si giustificherebbero perché l’imputato sarebbe un fumatore.

Sentiti tutti i testi dell’accusa, il 20 maggio saranno sentiti i quattro testimoni della fioraia, poi toccherà ai testimoni della difesa, tra i quali sono stati citati ben otto vigili del fuoco del comando provinciale di Viterbo. Sarebbero decisivi per scagionare l’imputato, ma, come sollecitato anche dal giudice, ne saranno presumibilmente sentiti in aula solo una parte. 


Articoli: “Incendiò chiosco, nell’auto taniche di benzina e accendini” – Dà fuoco al chiosco di fiori di un’amica dell’ex amante – In fiamme chiosco di fiori


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22 gennaio, 2019

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