Viterbo – Foibe – Il Giorno del ricordo
Viterbo – “Ricordiamo una delle pagine più drammatiche della nostra storia. E farlo, ogni anno, è fondamentale. Ricordare le foibe significa rispettare la memoria e la dignità dell’essere umano”. A parlare è il sindaco di Viterbo Giovanni Arena. Oggi pomeriggio, a margine deposizione della deposizione di un cuscino di fiori al monumento che ricorda Carlo Celestini, uno dei 15 martiri della Tuscia infoibati o morti di stenti nei campi di concentramento della ex Jugoslavia durante e immediatamente dopo la seconda guerra mondiale.
Viterbo – Foibe – Il Giorno del ricordo
Un Giorno del ricordo organizzato dal comitato 10 febbraio di Viterbo in collaborazione con l’amministrazione comunale e quella provinciale. Senza il corteo che tutti gli anni partiva da piazza del Teatro per raggiungere sempre Porta Faul dove si trova il monumento a Celestini.
Viterbo – Il sindaco Giovanni Arena
“Anche quest’anno, come per la Giornata della memoria – ha detto Arena – abbiamo ricordato la strage delle foibe. Un’altra pagina drammatica della nostra storia in un periodo triste e terribile. L’uomo riesce a raggiungere livelli impensabili di crudeltà. Spero talmente in quella fase storia. Ricordare queste giornate è importante per la dignità dell’uomo. Un monito per i giovani – ha concluso il sindaco – perché il rispetto reciproco è alla base della buona convivenza e su un futuro improntato sulla crescita dell’essere umano e non alla sua eliminazione”.
A Valle Faul, assieme al sindaco, c’erano anche Alessandro Romoli in rappresentanza della provincia, Maurizio Federici e Silvano Olmi del comitato 10 febbraio, il deputato Mauro Rotelli, assessori e consiglieri di maggioranza del comune di Viterbo, Umberto Ciucciarelli di Casapound, i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni combattentistiche.
Viterbo – Foibe – Il Giorno del ricordo
“Purtroppo in tanti mancano all’appello – aveva già commentato il presidente del comitato 10 febbraio Maurizio Federici -, amministrazioni comunali e istituti scolastici molto attivi per altre ricorrenze, ma che sono colpiti da improvvisi vuoti di memoria quando si parla di foibe ed esodo dal confine orientale d’Italia. Ma c’è tempo per rimediare”.
Viterbo – Foibe – Il Giorno del ricordo
I massacri delle foibe hanno visto l’uccisione militari e civili italiani della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia da parte dei partigiani jugoslavi e dell’Ozna, il dipartimento per la protezione del popolo, parte integrante dei servizi segreti militari della ex Jugoslavia. Il nome deriva dagli inghiottitoi carsici dove furono gettati molti dei corpi delle vittime. Secondo alcuni storici le vittime sono state circa 5 mila. Per altri hanno invece superato le 10 mila. Tra questi anche 15 viterbesi.
Al massacro delle foibe seguì l’esodo giuliano dalmata, ossia l’emigrazione forzata dalla Venezia Giulia, dal Quarnaro e dalla Dalmazia, di uomini, donne e bambini di lingua italiana. Si stima che tra il 1945 e il 1956 siano state costrette ad andarsene tra le 250 mila e le 350 mila persone.
Daniele Camilli
Fotogallery: Il Giorno del ricordo
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