Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Come Cooperativa di garanzia per Pmi non possiamo che accogliere con profonda preoccupazione la possibilità di ulteriori nuove restrizioni, come riportato ieri in prima pagina da alcuni quotidiani nazionali, soprattutto quando questi proclami hanno molto in comune con provvedimenti fallimentari adottati in precedenza e risultati utili solamente ad aggravare la situazione economica delle Imprese già fortemente provate dall’emergenza sanitaria senza dubbio, ma anche e soprattutto da un anno di continue improvvisazioni per quello che ha riguardato la gestione dell’emergenza stessa.
Ad oggi infatti prendiamo atto con delusione che pur avendo sostituito il “Direttore d’orchestra” la musica sembra essere rimasta la stessa circa le modalità con le quali affrontare il tema fondamentale della ripartenza economica e della necessità che hanno tutte le attività commerciali di programmare il proprio futuro e le proprie strategie per evitare di chiudere definitivamente.
Se questo nuovo Governo vuole davvero far ripartire il paese, e ce lo auguriamo con tutto il cuore, allora si deve tassativamente evitare di lasciarsi andare ad esternazioni terroristiche e infondate che non si basano su alcuna evidenza scientifica reale che producono solamente un effetto contrario nella programmazione del lavoro e nell’emotività delle persone che finiscono poi per assembrarsi maggiormente nei periodi di apertura (che andrebbero allargati e non ristretti) per paura di nuove chiusure.
Per questo riteniamo necessario che il presidente del Consiglio Draghi si adoperi per effettuare da subito una repentina inversione di rotta rispetto alla gestione precedente.
Serve obbligatoriamente una strategia che abbia come priorità l’immediata accelerazione sul fronte vaccinazioni, ma che contestualmente sia affiancata ad una politica economica reale e realistica capace di sostenere già da domani le Imprese ridotte allo stremo da fantomatici “ristori” quando necessitano invece di adeguati risarcimenti e indennizzi.
Abbiamo un tessuto produttivo capace e che non necessita di elemosine ma di tagli di tasse, di minor burocrazia e di certezze per ripartire e rimettersi in moto.
Questo tessuto di Imprese rappresenta la spina dorsale della Nazione e non può continuamente essere penalizzato e maltrattato ma deve essere salvaguardato e difeso, per dirla con parole care al Presidente Draghi, “whatever it takes”.
Ci aspettiamo perciò che frasi del tipo “chiudiamo ora per salvare la Pasqua” già tristemente utilizzate per il periodo Natalizio poi commercialmente martorizzato da misure altalenanti e inefficaci, non facciano più parte dello spirito del nuovo Governo, dal quale ci aspettiamo fatti concreti e tutte quelle azioni necessarie per far ripartire l’intero sistema produttivo del Paese.
Marco Morbidelli
Presidente Fidit Alto Lazio
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