Viterbo – “E’ in fase di costruzione il circolo cittadino di Cultura e identità”. La notizia è questa. A darla, questa mattina durante una conferenza stampa al Bar centrale di piazza del comune a Viterbo, è Umberto Ciucciarelli, uno dei leader dell’associazione Cultura e Identità che oggi ha presentato un manifesto e un’iniziativa sul patrimonio culturale minore. Al tavolo, assieme a Ciucciarelli, anche il generale Paolo Capitini ed Emanuele Ricucci. Fanno parte dell’associazione pure Silvano Olmi e il giornalista Giovanni Masotti.
Viterbo – L’iniziativa di Cultura e identità
“È in fase di costruzione il circolo cittadino di Cultura e identità – ha esordito Ciucciarelli -. E avrà molto da fare. Il nostro incipit è una citazione del poeta inglese John Keats: ‘la bellezza è verità e la verità è bellezza’. E la bellezza, insieme a cultura e identità sono fonti di lavoro”.
“Il paesaggio – ha poi aggiunto Capitini – è uno stato d’animo e quello della Tuscia è tra i paesaggi più belli d’Italia. Però non è solo paesaggio, ma anche motore di idee e fattore di reddito. Su questa idea si basa il concetto dell’associazione cultura e identità”.
Cultura e identità è anche un mensile con una tiratura di 30 mila copie. Un giornale su cui hanno scritto Vittorio Sgarbi, Marcello Veneziani e Diego Fusaro.
Viterbo – Umberto Ciucciarelli
“Vogliamo tutelare e valorizzare il patrimonio storico, paesaggistico, materiale e immateriale d’Italia – ha aggiunto Capitini -. Il nostro è un movimento nazionale. Come lo vogliamo tutelare e valorizzare? Attraverso la presa di coscienza di cosa siamo. Cosa vuol dire essere italiani in un mondo che assegna al termine globale il lavaggio di tutta la cultura che è stata in passato. Noi però siamo italiani, dalla mattina alla sera. Abbiamo migliaia di essenze italiane che fanno la nostra identità. Ed è l’identità che ci tirerà fuori dai guai”.
Viterbo – Paolo Capitini
Ad esporre i contenuti del manifesto è Emanuele Ricucci. “Il Recovery plan – spiega – può portare 8 miliardi al turismo italiano. Ma dobbiamo prima essere educati alla bellezza, altrimenti quello che vogliamo non servirà a nulla. Se non facciamo di questo territorio un territorio competitivo, tutto quello che vogliamo non servirà a nulla. La bellezza diventa ricchezza, questo lo slogan che abbiamo scelto. Ci sono 60 comuni che non riescono ad evidenziare una propria unica identità. Sembra di essere tornati al medioevo, castello contro castello. Serve un’educazione e una sensibilità alla bellezza che può sviluppare ricchezza. Serve una leva univoca e identitaria che parli della connessione dei Tusciani con il loro territorio”. Questi i contenuti del manifesto programmatico di Cultura e identità, “un’associazione culturale – ha sottolineato Riccucci – apartitica e post ideologica, e senza alcun credo religioso. Dentro la nostra associazione abbiamo diverse sensibilità.
Viterbo – Emanuele Ricucci
Oltre al manifesto, Cultura e identità ha lanciato anche la sua prima iniziativa sul territorio. “Con questa iniziativa, rivolta in particolare modo ai comuni della Tuscia – ha concluso Ricucci – vogliamo tutelare tutto quel patrimonio fatto di edicole e monumenti locali, solo per citare un paio di esempi, presenti da secoli sul territorio della Tuscia e che troppe volte sono stati sottovalutati e a volte abbandonati a sé stessi. Sono invece una potenza rappresentativa della nostra identità che purtroppo si sgretola. Per tutelare tutto questo importante patrimonio, proponiamo inoltre ai comuni l’istituzione di un fondo ad hoc”. Infine c’è pure una terza iniziativa. “La nascita – ha detto Ricucci – di una scuola di formazione per gli assessori alla cultura dei comuni. Ma di questo parleremo futuro”.
Daniele Camilli
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