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L'irriverente - Come il poeta Alceo quando gli annunciarono la fine dell’odiato Mirsilo, c'è subito chi invita a festeggiare

Dopo Arcuri, arrivano i generali? Tutto previsto

di Renzo Trappolini
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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – “Che film vediamo? No, l’ho già visto. Tutto previsto!”. Cantava così Giorgio Gaber nelle noiose serate senza pandemia, avanti l’era Draghi. Ora, tutto diverso. Cucù! All’improvviso, una sera in tv: Arcuri non c’è più, sostituito da un generale dell’esercito e, come il poeta Alceo quando gli annunciarono la fine dell’odiato Mirsilo, c’è subito chi invita a festeggiare.

Invece, il noto professore d’arte (non Sgarbi) in collegamento con Stasera Italia della Palombelli, protesta per il “messaggio radicale di sfiducia nei funzionamenti ordinari della società, la militarizzazione della mentalità dopo il commissariamento del governo con un banchiere centrale e la promozione del capo della polizia”. Lo stoppa il professor Tria, ex ministro tecnico, perché non è un colpo di stato e il nuovo commissario all’emergenza, prima che militare, è anzitutto un dirigente pubblico al pari di quelli in abiti civili.

Come stanno e, soprattutto, come potrebbero andare le cose? Tutto previsto da Giampaolo Pansa? Il grande giornalista di sinistra raccontava la politica in una rubrica non a caso intitolata Il bestiario e  poco prima di morire disse” per la incompatibilità delle forze di governo tra loro, dopo vedo solo un esecutivo di tecnici appoggiato dai militari”.

Siamo a questo punto? Ovviamente no. Ma se tra i politici del parlamento il capo dello stato non ne ha trovato uno in grado di guidare il governo, se il gran banchiere e i suoi tecnici, militari, poliziotti e specialisti vari, sono più competenti di quelli che noi tre anni fà abbiamo mandato a rappresentarci, se l’elenco dei sottosegretari  indicati dai partiti –fatte alcune eccezioni – ha riaperto il rigurgito dell’anti politica, possiamo non temere che, se questi di adesso fallissero, prevarrebbe  l’atavica attrazione per l’uomo forte con la ricerca della  guida infallibile come  cultura cattolica insegna? Sarebbe un film già visto e tutto previsto.

E’ il caso perciò di prendere atto di come abbiamo saputo ridurci e mandare in archivio la soap opera della politica politicata dove – avrebbe detto Dante – “ogni villan che parteggiando viene “ si sente un Marcello, il famoso console romano  partigiano di Pompeo e perciò  rivale di Giulio Cesare.

Scendere a piedi nudi nella realtà di quest’Italia di politici intercambiabili e ormai di “dolore ostello” perché  ritorni “donna di provincie e non bordello” – sempre parole del Poeta – prima che anche il tempo del governo dei tecnici venga consumato dal comune non fidarci più di nessuno.

Coraggio, comunque. L’ultimo tentativo di colpo di stato in Italia, quello del principe Borghese l’8 dicembre 1970, fu affidato ad una colonna di forestali, la quale, partita da Rieti, appena alle viste di Roma, tornò indietro e il comandante lo definì coraggiosamente “una normale esercitazione”.

Mario Monicelli ne fece il film-caricatura Vogliamo i colonnelli. Tutto previsto.

Renzo Trappolini


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3 marzo, 2021

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