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Coronavirus - Il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco al Corriere della Sera - Atteso per giovedì il parere dell'Ema

AstraZeneca, Palù: “Sei casi sospetti su milioni di dosi”

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Roma – L’Agenzia italiana del farmaco sospende in via precauzionale e temporanea il vaccino AstraZeneca e Palazzo Chigi parla di “misura cautelativa” in attesa del pronunciamento dell’Ema di giovedì 18 marzo. Intanto in Italia, come in gran parte del resto d’Europa, che ha adottato decisioni in linea con il nostro paese, migliaia di dosi del siero anglo-svedese sono ferme e altrettante prenotazioni sono saltate. 


Vaccini anti-Covid AstraZeneca

Vaccino anti-Covid AstraZeneca


Ma quale sia il nesso tra l’insorgere di trombosi e il vaccino anglo-svedese è tutto da dimostrare, almeno secondo Giorgio Palù, presidente dell’Aifa, che in un’intervista al Corriere della Sera precisa: “L’evidenza scientifica di un nesso causa-effetto al momento non c’è. Un caso analogo di trombosi venosa profonda si era verificato anche in Olanda. Tutti questi eventi si aggiungono a quelli riportati precedentemente in Danimarca e Austria. Da qui, Olanda, Francia, Germania, Spagna e poi anche Italia hanno deciso “a cascata” di sospendere in via cautelativa e temporanea il preparato anti-Covid fino a che non si esprimerà l’Ema”. 

“Tutto ha origine dall’iniziativa del Paul Ehrich Institute, l’ente regolatorio e di ricerca tedesco. L’istituto ha suggerito al ministro della salute Jens Spahn di sospendere temporaneamente e in forma cautelativa il preparato di AstraZeneca in seguito al verificarsi di 6 casi di tromboembolia in soggetti di sesso femminile, due dei quali mortali”, ha spiegato il presidente dell’Aifa, sottolineando che “questi casi sono stati messi in relazione temporale con la dose inoculata”, ma che al momento non c’è nessuna “evidenza scientifica di un nesso causa-effetto”. 

Sul verdetto dell’Ema su AstraZeneca, atteso per giovedì, Palù è fiducioso perché l’insorgere della trombosi venosa nei casi allo studio sarebbe una concausa, legata a patologie pregresse. E per suffragare questa tesi il numero uno dell’Aifa dà qualche numero: “Nei 12 milioni di vaccinati del Regno Unito e nei 5 milioni in Europa i casi registrati di questi eventi gravi erano finora prevalenti in persone anziane, età media 70 anni. L’incidenza è dunque nettamente inferiore a quella di un caso su mille circa tipico di queste manifestazioni. Bisognerà vedere se le donne morte in Germania avevano condizioni che predisponenti la trombosi come l’assunzione di pillola anticoncezionale oppure altre alterazioni di base della coagulazione”.


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16 marzo, 2021

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