Roma – Calo degli occupati senza precedenti. È una delle conseguenze più pesanti della pandemia di Covid-19 in Italia.
Secondo l’Istat, nel 2020 il settore mostra un calo dell’occupazione senza precedenti: 456mila posti in meno, per una perdita del 2% che spezza la crescita ininterrotta dei precedenti sei anni, seppur rallentata a partire dal 2017. Il calo dell’occupazione coinvolge soprattutto i dipendenti a termine (-391mila, -12,8%) e, in minor misura, gli indipendenti (-154mila, -2,9%); il lavoro dipendente a tempo indeterminato mostra invece una crescita (+89 mila, +0,6%).
L’istituto di ricerca ha rilevato, inoltre, la diminuzione delle posizioni dipendenti (-1,7%) e del monte ore lavorate (-13,6%), così come l’aumento del ricorso alla Cig (+139,4 ore ogni mille lavorate).
Diminuzione anche del lavoro a tempo pieno (-251mila, -1,3%) e, soprattutto, del part-time (-205mila, -4,6%); la quota di part-time involontario, inoltre, sale al 64,6% (+0,4 punti) dell’occupazione a tempo parziale (la quota calcolata sul totale degli occupati scende all’11,9%, -0,3 punti, per effetto del più forte calo dei lavoratori part-time).
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