Roma – Non rimane che aspettare domani, giovedì 18, per il pronunciamento finale dell’Agenzia europea del farmaco sul vaccino anti-Covid di AstraZeneca. Intanto il percorso è tracciato ed è comune, per ora, a Italia e Spagna. Se arriverà l’ok dell’Ema, si ripartirà subito con la somministrazione del siero anglo-svedese.
Mario Draghi
La sospensione era scattata a “cascata” in una quindicina di paesi europei nei giorni scorsi a seguito della segnalazione di alcuni eventi avversi registrati dopo la somministrazione del siero. Una sospensione “precauzionale” e “temporanea”, come definita dalla stessa Agenzia italiana del farmaco in attesa di fare definitiva chiarezza sulla situazione.
Al 10 marzo si trattava di 30 casi tromboembolici registrati su un totale di 5 milioni di vaccinati nell’Unione europea e già lunedì l’Ema spiegava che “il numero di eventi tromboembolici complessivi nelle persone vaccinate non sembra essere superiore a quello osservato nella popolazione generale”. Le parole della direttrice esecutiva Emer Cooke hanno dato fiducia e sono state definite “incoraggianti” nella conversazione telefonica di ieri pomeriggio tra il premier Mario Draghi e il presidente francese Emmanuel Macron: in caso di conclusione positiva dell’analisi dell’Ema i due leader sono pronti a far ripartire speditamente la somministrazione del vaccino AstraZeneca.
Vaccino sul quale l’Italia e gran parte dell’Ue fa affidamento per portare a termine, nei tempi stabiliti, la vaccinazione di massa della popolazione e raggiungere quanto prima l’immunità di gregge contro il Covid. Per questo è necessario ripartire e riparare lo strappo di fiducia nella popolazione.
“La fiducia nei vaccini è di fondamentale importanza per noi – ha spiegato ieri la direttrice dell’Ema -, il nostro lavoro è mantenere questa fiducia basandoci su valutazioni scientifiche, per noi è una priorità per arrivare a una conclusione chiara. Siamo tutti preoccupati per la fiducia dei cittadini nel vaccino, ma il nostro lavoro è valutare solo in base alla scienza”. L’Azienda europea del farmaco ha inoltre sottolineato che il rapporto rischi-benefici “resta positivo”.
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