Cultura – Oggi è il Dantedì, la giornata nazionale dedicata alla memoria del sommo poeta e padre della lingua italiana Dante Alighieri. Ma questa volta è un Dantedì ancora più carico di significato, perché cade nell’anno del 700esimo anniversario della morte del poeta fiorentino, avvenuta nel settembre del 1321.
Firenze – “Dante ed i tre regni”, Domenico di Michelino, 1465
La ricorrenza del Dantedì è stata istituita nel 2020 dal consiglio dei ministri su proposta del ministro della cultura Dario Franceschini. La scelta del 25 marzo non è casuale, in quanto gli studiosi la riconoscono come la data in cui Dante inizia il suo viaggio nell’aldilà narrato nella Divina Commedia.
Sono più di 100 le iniziative promosse dal Comitato per le celebrazioni del settecentenario che avranno luogo in tutta Italia. Con un grande coinvolgimento soprattutto delle scuole e delle istituzioni culturali del paese.
“Le celebrazioni dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri – dichiara il ministro della cultura Dario Franceschini – chiudono un triennio di iniziative rese possibili da una legge appositamente voluta per ricordare tre grandi personalità della cultura italiana: Leonardo, Raffaello e, per l’appunto, Dante. Tutti e tre hanno avuto e continuano ad avere una enorme influenza sul pensiero contemporaneo, ma Dante è senza dubbio il più universale e trasversale, capace come è di colpire in molteplici forme l’immaginario creativo: dal teatro alla musica, dall’arte figurativa alla scrittura, dal cinema alla danza, tutte le arti hanno interpretato o reinterpretato Dante e la sua opera, come testimoniano le diverse iniziative scelte dal comitato tra le centinaia di proposte pervenute”.
Celebrerà il Dantedì anche la Rai. Questa sera alle 19.10, su Rai 1, Roberto Benigni leggerà il XXV Canto del Paradiso nel Salone dei corazzieri al Quirinale. Presenterà la serata Serena Bortone e interverrà anche il gruppo di musica antica Al Qantarah. La manifestazione si svolgerà con la presenza del presidente della repubblica Sergio Mattarella e del ministro della cultura Dario Franceschini.
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