Viterbo – “Io ho un principio, quello della solidarietà. Un’azienda deve sempre saper creare occupazione e al tempo stesso ha il dovere di pensare anche al sociale. Vi sono vicino. E finché potrò, sarò sempre a disposizione degli altri”. Piero Camilli, sindaco di Grotte di Castro, ha donato alla Croce Rossa un pulmino per il trasporto disabili. Inaugurato e benedetto da don Emanuele Germani questa mattina alla sede della Croce Rossa (Cri) lungo strada Mammagialla a Viterbo.
Viterbo – Il pulmino per il trasporto disabili donato da Piero Camilli
“Il gesto di Piero Camilli – ha detto il presidente della Croce Rossa di Viterbo, Marco Sbocchia – sposa in pieno i nostri valori di solidarietà e umanità. Valori che ci contraddistinguono da 160 anni. È la prima volta che a Viterbo accade una cosa del genere. Sia da esempio per tutti. La Croce Rossa di Viterbo ha inoltre nominato Piero Camilli socio sostenitore perpetuo”.
Con Camilli, oltre a Marco Sbocchia e al parroco di Villanova, c’erano il presidente della Cri viterbese Marco Sbocchia, Cristina Bugiotti del direttivo, la direttrice della Asl Daniela Donetti, il sindaco della città Giovanni Arena, il prefetto Giovanni Bruno, il consigliere comunale con delega alle associazioni d’arma e combattentistiche, Stefano Caporossi, l’Arma dei carabinieri, le infermiere volontarie e il corpo militare della Croce Rossa.
Viterbo – Marco Sbocchia
Piero Camilli ha donato 36 mila euro alla Croce di Viterbo. Tutti d’un fiato e senza perdere tempo. Lo ha fatto come imprenditore della Ilco, industria di lavorazione delle carni ovine, tra le più importanti in Italia e in Europa. Marco Sbocchia pensava di dover raccogliere i fondi per il pulmino un po’ qua e un po’ là. Chiedendo a più imprenditori possibili. La partita è stata invece risolta in pochi minuti.
“Nel 2016 – racconta Marco Sbocchia – decidemmo di comprare un pulmino per il trasporto dei disabili. Poi una serie di peripezie e urgenze hanno rinviato la cosa. La scorsa estate, dopo la prima ondata di pandemia, chiedemmo un contributo a varie realtà locali per acquistare il mezzo, tra cui la Ilco di Camilli”.
Viterbo – Piero Camilli
Già prima dell’estate Camilli aveva contatto la Croce Rossa una prima volta. “Il 7 aprile – prosegue Sbocchia – mi telefonò il prefetto dicendomi che c’era Camilli che mi stava cercando. All’inizio ho avuto pure un po’ paura”.
Piero Camilli passa infatti per uno burbero e di poche parole, spiccio e incisivo quando serve. Duro all’occorrenza. In determinati contesti, come quelli della solidarietà e delle assemblee di agricoltori, con cui è cresciuto, è invece tutta un’altra cosa. Un uomo umile, spesso in ascolto, talvolta timido e non di rado commosso. E in fondo, il rispetto che gli altri ogni volta gli mostrano deriva proprio da lì. Dalle sue radici, che sono contadine e che fanno della solidarietà, dovuta anche all’antico ricordo della fame, un valore assoluto.
Viterbo – Giovanni Arena, Giovanni Bruno e Piero Camilli
“Una volta che ci siamo sentiti al telefono – prosegue il racconto Sbocchia – Camilli ha messo a disposizione della Croce Rossa 200 chili di agnello che, con le uova di Pasqua della grande distribuzione, c’hanno permesso di portare nelle case un pizzico di felicità in più in un contesto terribile come quello del primo lockdown”.
Viterbo – Il pulmino per il trasporto disabili donato da Piero Camilli
Poco dopo la Cri spedisce la richiesta di contributo per l’acquisto di un pulmino trasporto per disabili. Anche alla Ilco di Camilli. L’idea di Marco Sbocchia era raccogliere i fondi mettendo insieme più donazioni da più parti. Qualche giorno dopo la seconda telefonata. Sempre Piero Camilli, che chiedeva di poter parlare personalmente con Sbocchia e Cristina Bugiotti del direttivo della Croce Rossa.
Viterbo – Il pulmino per il trasporto disabili donato da Piero Camilli
“Quanto serve?, ci domandò subito Camilli – continua il presidente della Cri di Viterbo – 36 mila e 600 euro, rispondemmo. Pensando che ci avrebbe dato una quota. La risposta di Camilli fu invece la seguente: ‘a me, tutte queste spezzettature non piacciono. Ve lo compro io’. Le ‘spezzettature’, ossia più donazioni da più parti per comprare una sola cosa. In un quarto d’ora avevamo il pulmino che da anni speravamo di comprare. Eravamo spiazzati”.
Viterbo – Cristina Bugiotti
Il pulmino è arrivato da qualche settimana. Questa mattina l’inaugurazione e la benedizione. “Lo metteremo a disposizione di Viterbo e della Tuscia – ha concluso il suo intervento Sbocchia – per tutti i servizi sociali e socio sanitari che svolge la Croce Rossa. Grazie a questo mezzo potremo trasportare i disabili in un periodo molto difficile come questo. Un pulmino che sarà fondamentale per i vaccini e che verrà utilizzato pure per il trasporto degli operatori”.
Durante il 2020, primo anno del Covid, la Croce Rossa di Viterbo ha percorso 160 mila chilometri e svolto 35 mila le ore di volontariato con 8 operatori tecnici e oltre 200 volontari.
“Durante la pandemia – ha poi precisato Sbocchia – il terzo settore ha dato prova di essere una costola essenziale del sistema paese”.
Viterbo – Piero Camilli e Stefano Caporossi
“Conosciamo da sempre il grande cuore di Piero Camilli – ha detto Stefano Caporossi, consigliere comunale delegato alle associazione d’arma e combattentistiche -. Un uomo che più volte si è speso nel sociale e a favore di chi ha bisogno. Oggi ne abbiamo avuto ulteriore conferma con la donazione del pulmino”.
“Conosco Camilli da 40 anni – ha concluso gli interventi il sindaco Giovanni Arena -. E ha dimostrato la sua solidarietà in tante occasioni, e ne sono testimone. Un esempio tangibile di quello che può fare un imprenditore. A sostegno del sociale e del territorio. Per rendere la società migliore nella solidarietà”.
Daniele Camilli
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