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Salute - Tuttavia, spesso la scienza, le istituzioni e il mercato sembrano voler fare di tutto per armare il braccio sbilenco dei No-vax

Chi si oppone per principio ai vaccini è un ignorante e un irresponsabile…

di Francesco Mattioli
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Francesco Mattioli

Francesco Mattioli

Viterbo – Non sono un No-vax. Anzi, giudiziosamente anche quest’anno mi sono sottoposto alla vaccinazione antinfluenzale, a ottobre, e anche al vaccino antipneumococco. Ritengo che coloro che si oppongono ai vaccini per principio siano degli ignoranti nel campo della scienza e degli irresponsabili in termini di interessi collettivi e di salute pubblica.

Tuttavia, spesso la scienza, le istituzioni e il mercato sembrano voler fare di tutto per armare il braccio sbilenco dei No-vax.

Giunto il turno della classe di età a cui appartengo, mi sono prenotato presso il portale della regione Lazio per la vaccinazione anti Covid-19. Non è stato rapidissimo, il portale andava un po’ in tilt, ma poi sono riuscito  ad avere la prenotazione. Francamente non  mi aspettavo di essere vaccinato con l’AstraZeneca, perché pensavo che alle classi d’età più falcidiate, quelle dai 70 in su, fossero comunque riservati i vaccini Pfizer e Moderna, più rapidi nel raggiungere la fase di copertura, mentre pare che questi siano stati adottati solo per gli over 80, per il personale medico e sanitario e per altre categorie professionali a rischio (al netto di qualche amico dell’amico…). Comprensibile, visto che le scorte sono venute a mancare ma, soprattutto, temo  che certe limitazioni siano state adottate per la difficoltà logistica di adoperare un vaccino che abbisogna di 70° sottozero per essere conservato e trasportato. L’AstraZeneca, come tutti ormi sanno, richiede solo temperature da frigorifero e si presta bene ad una vaccinazione di massa distribuita capillarmente sul territorio, ad esempio presso i medici di famiglia.

Ma torniamo alla mia prenotazione regionale. Scarico il documento per la vaccinazione e vi trovo anche l’allegato al modulo di consenso.  A pag. 5 leggo: “Al momento sono disponibili dati limitati sull’efficacia di Covid-19 Vaccine AstraZeneca in soggetti di età pari  o superiore a 55 anni”. A pag. 6 leggo: “ Il vaccino potrebbe non proteggere completamente tutti coloro che lo ricevono. Infatti l’efficacia stimata delle sperimentazioni cliniche (dopo DUE DOSI di vaccino) e del 59,5%”.  Il maiuscolo è mio.

Beh, qualche perplessità sorge; è vero che in TV e sui giornali ci si è sperticati, da parte di vari esperti, ad assicurare che l’efficacia dopo due dosi supera il 90%; è vero che, su parere del CTS, il Governo ha ammesso l’uso dell’AstraZeneca prima fino a 65 anni e poi, travolto dalla necessità di vaccinare tutti, ha dato il via libera all’uso illimitato. Ma carta canta e io dovrei sottoscrivere un  documento che riporta quanto citato in precedenza; d’altronde non  posso sottoscrivere le rassicurazioni verbali di questo o quel virologo o di questo o quel ministro o sottosegretario che sia.   E non basta. Sempre a pag. 6 del modulo si legge “Dopo la somministrazione, la glicoproteina S di Sars-Cov-2  stimola gli anticorpi neutralizzanti e le risposte immunitarie cellulari che POSSONO CONTRIBUIRE alla protezione contro Covid-19” (maiuscolo mio).  Sembra quasi che l’immunità sia un effetto collaterale benefico del vaccino, piuttosto che l’obiettivo…

Insomma, come minimo il modulo da firmare all’atto della vaccinazione sembra non aggiornato.

Inoltre, considerate tutte le riserve che esprime sugli effetti collaterali anche gravi (particolarmente sinistra l’ultima riga del modulo: “non è possibile al momento prevedere danni a lunga distanza”), come del resto fanno tutti i bugiardini che si rispettino; e considerata la più lunga durata del periodo d’attesa che il vaccino abbia effetto, la sensazione è che pur di coprire statisticamente più popolazione possibile, si ricorra ad un vaccino un po’ meno valido degli altri, insomma di serie B.  Certo, milioni di persone sono già state vaccinate con esigui casi di effetti collaterali gravi. Ma non si hanno dati certi su quanto sia effettivamente efficace il vaccino AstraZeneca, qualora i dati ufficiali restino ai valori descritti sulle relazioni ufficiali (validità under 55 e efficacia al 59,5%); dati che non  possono essere modificati per decreto se fa comodo al Governo, al Mercato o alle Case produttrici e che, comunque, sono quelli che si trovano sul  modulo regionale da sottoscrivere. Se poi ci aggiungiamo l’allarme scattato, certamente tutto da verificare, per alcuni casi letali relativi all’uso del vaccino AstraZeneca, qualche perplessità meriterebbe di essere meglio rimossa  attraverso i canali ufficiali governativi, regionali, scientifici, piuttosto che durante un talk show o un telegiornale.

Non sono un epidemiologo, un virologo, un genetista, un medico. Ma sono un paziente in attesa di vaccinazione e un  cittadino che ha il diritto di potersi fidare delle istituzioni. Peraltro, ho qualche competenza su come si muovono la scienza, il sistema politico e il mercato.    Per tutto ciò, attendo fiducioso qualche rassicurazione, meno mediatica e di maggior valore legale.

Francesco Mattioli


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15 marzo, 2021

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