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Cronaca - Il suo rapimento doveva essere una farsa, ma una volta in Siria finì davvero nelle mani dei terroristi

Imprenditore bresciano inscenò il sequestro da parte dell’Isis, tre arresti

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Roma – Avrebbe inscenato un sequestro in Siria da parte dell’Isis, imprenditore bresciano indagato e una banda di tre persone è finita in carcere su richiesta della procura di Roma. 


Isis

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Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti del Ros e Sco, i tre proposero all’italiano di simulare un sequestro di persona in cambio di denaro ma una volta giunto in Turchia, come richiesto dalla banda, fu “venduto” contro la sua volontà a un gruppo vicino ad al Qaeda e trasferito in Siria dove rimase dal 2016 al 2019 quando fu liberato. La banda è accusata di sequestro di persona per scopo di terrorismo mentre all’imprenditore è contestata la simulazione di reato e truffa. 

Come si legge nel capo di imputazione, i tre arrestati “in concorso tra loro e con altri soggetti rimasti ignoti operanti in Italia, Turchia e Siria, questi ultimi aderenti e comunque riconducibili alla galassia jihadista” hanno proposto agli italiani di recarsi in Turchia, “al fine di simulare un sequestro di persona” nel caso dell’imprenditore bresciano, ma giunti lì “sono stati effettivamente privati della libertà personale” e condotti contro la loro volontà in Siria dove sarebbero stati consegnati ad appartenenti del Turkestan Islamic Part, gruppo che si richiama ad Al Qaeda.


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30 marzo, 2021

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