Carabinieri
Orte – (sil.co.) – In mezzo alla strada al crepuscolo, un pomeriggio di quasi metà dicembre, vede il vicino che fa il “samurai” e inneggia ad Allah.
E’ la visione apparsa verso le 17 dell’11 dicembre 2017 a un 58enne di Orte imbattutosi suo malgrado nelle stravaganze di un originale vicino di casa, in merito alle quali fu sentito a sommarie informazioni in caserma dai carabinieri.
“Era quasi buio, poco prima del crepuscolo quando l’ho visto con una lampadina in testa, mentre agitava una bastone lungo circa un metro e mezzo che teneva in mano e gridava ‘Allah’ parlando in arabo”, ha spiegato ieri al giudice Giacomo Autizi durante il processo in cui il vicino si è ritrovato imputato per il porto abusivo dell’arma.
Non ha però saputo dire e l’arma fosse vera o finta. “Non credo fosse una spada o una sciabola, altrimenti la lampadina che aveva sulla fronte avrebbe illuminato la lama. Per quanto ne so, poteva essere di legno, di ferro oppure di polistirolo. So solo che faceva i gesti tipici del samurai, parlando in arabo e dicendo ‘Allah'”, ha proseguito il testimone.
Il 58enne ha anche provato ad avvicinare l’imputato, che gli avrebbe detto: “Io non parlo, mangio”.
E’ stato assolto dal giudice, su richiesta della stessa accusa, perché il fatto non sussiste. Non è emersa la prova che quello che agitava fosse effettivamente un oggetto potenzialmente atto a offendere.
“Prima lo si vedeva sempre sul terreno confinante con la mia proprietà, ma adesso è un bel po’ di tempo che è scomparso. Non so dove sia finito”, ha concluso il teste, rispondendo al giudice. In tribunale il “samurai” non si è visto.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY