Viterbo – È tornata l’acqua al Bullicame, ancora a secco il progetto di recupero del parco termale.
L’amministrazione comunale ha dato l’ok a un primo intervento da 120mila euro a dicembre 2019. Ma l’interlocuzione con la Sovrintendenza, che deve dare l’ok, ha i suoi tempi. Oggi non ancora maturi.
In attesa del via libera, che palazzo dei Priori stima possa arrivare entro un mese e mezzo, l’attenzione è alle vasche nuovamente piene, dopo la penuria degli ultimi anni. Effetto della chiusura al pozzo Valentino. Vicenda che si trascina da tempo.
“Dopo tanti anni – spiega il sindaco Giovanni Arena in conferenza stampa – e una situazione molto articolata, partita con la rottura del pozzo e conseguente carenza d’acqua alla callara del Bullicame, la situazione è stata ripristinata, con le vasche finora vuote, che si sono riempite. È il primo passo di un’opera di riqualificazione sull’intera area”.
Nel 2014 la perforazione del pozzo San Valentino: “Ha messo in crisi il bacino – ricorda l’assessore al Termalismo Enrico Maria Contardo – è servito un po’, ma il 27 luglio 2020 la regione ha approvato il progetto di chiusura e il 4 novembre abbiamo dato l’ok con delibera di giunta, stanziando anche 160mila euro, qualora i privati non avessero provveduto”. Fondi poi non serviti.
Sul fronte San Valentino, invece, nonostante gli studi c’era il timore su come avrebbe reagito il bacino idrico alla chiusura. A quanto pare, è andato tutto secondo previsioni.
“Il pozzo era stato realizzato molto male – spiega Antonio Trotta, ingegnere direttore dei lavori del comune – tanto che è stato smontato in un giorno rispetto ai 5 preventivati. Senza rivestimento esterno o avampozzi. C’era comunque una perdita di 4-5 litri al secondo. Una volta tolti due metri di tubi su un totale di 22, le perdite sono subito cessate. In un giorno è tornata l’acqua al Bullicame”.
Fiducioso anche Giuseppe Pagano, direttore di miniera: “Sono soddisfatto per l’andamento dei lavori, il sistema sta dando risposte positive, con un incremento di pressione, il recupero della sorgente Bullicame e non solo”.
Adesso dovrà partire la procedura per affidare la concessione del vicino pozzo Sant’Albino, cui potrà partecipare anche la struttura del Salus Terme. Al Bullicame c’è l’acqua, manca la riqualificazione del parco termale.
“La pandemia non ha aiutato – osserva Contardo – il progetto è stato portato in sovrintendenza il 4 dicembre 2019. L’ho sottoposto ulteriormente alla loro attenzione e io spero che in un mese e mezzo avremo l’attesa risposta”. Mentre in settimana è previsto un incontro in regione per le ex Terme Inps.
Qualcosa si muove su più fronti: “In sinergia con la regione – spiega il dirigente Eugenio Monaco – stiamo valutando qualcosa di innovativo, una collaborazione pubblico-privato, con contratto per la falda termale che tuteli la risorsa idrica e rilanci il settore anche sotto il profilo occupazionale”. Qualcosa che si avvicina molto al contratto di fiume.
Nel frattempo, poco distante dal Bullicame si sta per chiudere un altro decennale problema. “Alle Zitelle – ricorda il sindaco Arena – abbiamo reperito risorse mai trovate in passato, 220mila euro, per chiudere il pozzo, fermando l’acqua che finisce nei campi. La regione ci assegna la concessione da 123 ettari, che include le zone circostanti”.
Risorsa termale, anche in questo caso, da assegnare a nuovi soggetti per progetti di sviluppo.
Un tassello dietro l’altro, ci sono anche le piscine Carletti, di proprietà comunale. “Stiamo valutando la variante al piano regolatore – osserva Contardo – si trovano in area agricola, in base al piano regolatore del 1974. Quindi è impossibile mettere panchine o illuminazione.
Dovremmo intervenire per farne parco termale o verde pubblico, in modo che anche il termalismo libero, che tale rimarrà, possa disporre di confort”.
Giuseppe Ferlicca
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