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Viterbo - Ieri sera la messa per ricordare la morte di santa Rosa il 6 marzo 1251 - FOTO

Il vescovo Fumagalli: “Covid, nessuno si deve sentire solo e abbandonato”

di Daniele Camilli
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Viterbo – Festa del Transito di Santa Rosa. 770 anni fa, quando Rosa morì, il 6 marzo 1251. Il passaggio dalla vita terrena a quella spirituale di una donna che ha combattuto Federico II accanto alla città, è stata esiliata ed è diventata Santa. Per acclamazione popolare innanzitutto. 

Due dei suoi principali insegnamenti. La carità, la solidarietà. “Carità e solidarietà che rendono bella e gioiosa la vita”, ha detto infatti il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli ieri sera durante la celebrazione della messa per la festa del Transito nella chiesa di Santa Rosa. Davanti all’ultima fermata del Trasporto che l’anno scorso, invece, non c’è stato. Perché l’anno è quello del Covid. E si è già entrati nel secondo. “Nessuno, oggi – ha sottolineato il vescovo – si deve sentire solo e abbandonato”.


Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli

Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli


“Abbiamo bisogno di solidarietà”, ha proseguito il vescovo che ha poi citato Hobbes e Bobbio. “Se non vogliamo tornare all’homo homini lupus, all’uomo contro uomo – ha commentato Fumagalli – dobbiamo condividere ciò che abbiamo e ciò che siamo”. Hobbes.

“Laddove lo Stato non arriva – ha aggiunto -, come ha detto Bobbio, il volontariato si occupa della cura di tutti e di ciascuno”. Anche se questo, “non esonera lo stato ad impegnarsi”.


Viterbo - La festa per il Transito di Santa Rosa

Viterbo – La festa per il Transito di santa Rosa


Il vescovo ha ricordato anche le 400 vittime viterbesi del Coronavirus. Di fronte a lui, il sindaco Giovanni Arena, il presidente della provincia Pietro Nocchi, il senatore Umberto Fusco, l’assessora e il consigliere regionale Alessandra Troncarelli ed Enrico Panunzi, il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini e i facchini, l’ideatore della macchina di Santa Rosa Raffaele Ascenzi, le forze armate, le forze dell’ordine, con i carabinieri ai lati dell’altare, i cavalieri di Malta (Smom) e tante altre persone che ieri sera sono venute a ricordare la santa e ad ascoltare il vescovo.


Viterbo - La festa per il Transito di Santa Rosa

Viterbo – La festa per il Transito di santa Rosa


“Guai a noi, direbbe santa Rosa – ha ricordato Fumagalli – se davanti alle difficoltà dell’altro diciamo: ‘non ci interessa’”. Sarebbe il peggiore dei peccati. “Dobbiamo invece condividere ciò che abbiamo e ciò che siamo. Ciò che abbiamo, aiutando i poveri. Ciò che siamo, stando accanto alle persone che ne hanno bisogno”. La cura come amore, gioia e beatitudine. Un valore per l’umanità. Soprattutto in tempi di guerra.


Viterbo - La festa per il Transito di Santa Rosa

Viterbo – La festa per il Transito di santa Rosa


“Nessuno nella nostra comunità – ha concluso infine il vescovo – si deve sentire solo e abbandonato. Dobbiamo essere solidali con chi oggi è in difficoltà a causa delle conseguenze economiche e sociali del virus. La solidarietà è fondamentale. Santa Rosa lo ha fatto nel suo piccolo e chiede a noi di farlo nel nostro. Dobbiamo costruire le basi di una nuova società. E se queste saranno ottime, la società sarà sicuramente migliore. Ma nessuno, oggi, si deve sentire solo e abbandonato”.

Daniele Camilli


Fotogallery: La festa del Transito di santa Rosa


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7 marzo, 2021

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