Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Era il 17 febbraio del 2020 quanto, l’ad di Banca Intesa Carlo Messina, annunciava la sua Ops (offerta pubblica di scambio) sulla totalità delle azioni ordinarie di Ubi Banca.
Da quel giorno è iniziato il tragitto che ha interessato circa 18500 persone, donne e uomini, tanti quanti erano i dipendenti del quarto gruppo bancario che operava in Italia e che vedrà nel 12 aprile 2021, la data ultima del suo compimento.
L’acquisizione in questione, ha rappresentato e rappresenta un’operazione di estrema importanza nel panorama bancario nazionale, poiché ha delineato degli assetti e ne ha negati altri nell’attuale risiko bancario, materia ancora ad oggi più che mai fluida.
Abbandonando scenari di così ampio respiro e calandoci nel ristretto ambito della nostra provincia, possiamo affermare che l’acquisizione in merito rappresenta un piccolo terremoto in quanto, volente o nolente, Banca Intesa e Ubi Banca possono essere considerate la metamorfosi attualizzate di due istituti di credito che hanno rappresentato una parte considerevole della finanza locale; parliamo della ex Banca del Cimino e della Cassa di risparmio della Provincia di Viterbo.
Senza ombra di dubbio possiamo affermare, mutuando una terminologia tipica di altre discipline, che la Banca del Cimino sta a Ubi Banca come la Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo sta a Banca Intesa sempre, e ci mancherebbe altro, con riferimento alla limitatezza dei confini provinciali.
L’ops, a discapito di Ubi Banca, ha definitivamente calato il sipario su quello che era rimasto delle 24 filiali in dote alla banca bergamasca.
In particolare, 7 sportelli sono stati ceduti alla Bper e 17 a Banca Intesa, di questi poi, 7 sono stati accorpati in altrettante filiali Isp già presenti sulle corrispondenti piazze.
La fusione ha generato una banca che, ad oggi, consta di 40 sportelli, oltre articolazioni organizzative (centri imprese, filiali agribusinnes…). Ben venga la nuova realtà Bper che, forte di una dotazione di 8 sportelli nell’ambito della provincia, costituisce una presenza non certo marginale nello scenario economico/finanziario locale.
Angelo Badini
Segreteria territoriale di Viterbo First/Cisl
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