Fabrica di Roma – (sil.co.) – Ventinovenne pestato a sangue e rapinato il giorno di Pasquetta, identificato a tempo di record il “branco” entrato in azione quando tutta Italia era chiusa in casa per la zona rossa. Inchiodati dalle telecamere della videosorveglianza, che avrebbero ripreso tutto, gli aggressori sarebbero sette giovani, cinque del posto e due originari del Settentrione.
Carabinieri e 118
Prognosi provvisoria, trenta giorni. Per due pacchetti di sigarette e dieci euro. Parte offesa il 29enne di Fabrica di Roma, vittima di un feroce pestaggio avvenuto sulla piazza principale del piccolo centro della Tuscia il pomeriggio del Lunedì dell’angelo.
Erano circa le 16 del 5 aprile quando il giovane, dopo avere festeggiato a casa coi familiari la ricorrenza, è uscito per recarsi al distributore automatico a comprare le sigarette.
“Uno mi ha dato un pugno in piena faccia che mi ha spezzato il naso, poi mi hanno scaraventato a terra e preso a calci”, ha spiegato il 29enne, portato al pronto soccorso in ambulanza e ricoverato all’ospedale di Belcolle, dove la settimana scorsa è stato sottoposto a intervento chirurgico per la riduzione della frattura e da dove è stato dimesso sabato.
– 29enne pestato a sangue da dieci sconosciuti per due pacchetti di sigarette…
Immediate le indagini da parte dei carabinieri che nel, giro di pochi giorni, grazie al filmato delle telecamere della videosorveglianza, sarebbero dunque già risaliti agli autori del gesto.
La vittima, che sarebbe stata colta di sorpresa mentre era intento a ritirare le sigarette dal distributore, ha riferito di essere stato improvvisamente accerchiato da una decina di persone, forse ubriachi o comunque giovani in stato di alterazione. Adesso, a distanza di otto giorni dai fatti, il cerchio si sarebbe stretto attorno ai sette presunti responsabili.
Il 29enne, sentito nell’immediatezza dei fatti dal personale del posto di polizia dell’ospedale, ha sporto denuncia per lesioni. I presunti autori sono indagati per lesioni aggravate, reato perseguibile d’ufficio, vista la prognosi di ben trenta giorni.
