Marco Buttinelli
Viterbo – (sil.co.) – Non potrà fare il giro del mondo in crociera come avrebbe voluto, né fare una grande festa con i colleghi di una vita come avrebbe voluto. Ma si tratta solo di un rinvio.
“Il mio pensiero va a tutti coloro che sono stati portati via dal Covid, per noi che siamo qui l’augurio è di uscire presto da questo tunnel e che si possa tornare alla normalità”, dice il commissario Marco Buttinelli, ieri al suo primo giorno di pensione.
“Ho compiuto 60 anni l’11 marzo, ma da noi la pensione scatta alla fine del mese del compleanno. Per cui dal primo aprile, e non è un pesce d’aprile”, scherza Buttinelli, raggiunto telefonicamente da Tusciaweb, che in polizia ha trascorso ben 36 anni, più della metà della sua vita.
“Sono entrato in polizia come agente ausiliario di leva a Vibo Valentia”, ricorda. Nato a Soriano nel Cimino, dove vive, sposato e con una figlia di 27 anni, per lavoro ha girato tutta Italia.
“Sono stato a Roma, a Torino, a Terni, a Tarquinia, nel nucleo di polizia giudiziaria del tribunale, alla squadra mobile della questura di Viterbo, responsabile dell’ufficio gabinetto, alla Digos, al comando della Polfer dal primo febbraio 2017 fino al 2019, infine in questura dopo avere vinto il concorso, chiudendo così la carriera con la promozione a commissario”, spiega, parlando della sua lunga e articolata carriera.
Saltato il viaggio e saltata la festa, Buttinelli, freschissimo di pensione, continuerà a coltivare i suoi hobby: “Ho sempre amato i cavalli, ne ho uno bellissimo che si chiama Hidalgo. E ho in mente anche qualcosa di nuovo, sempre a contatto con gli animali e la natura, ma ci sto ancora studiando”. Quindi la passione del pallone. “Poi naturalmente ci sono i ragazzini classe 2013 della squadra di calcio della Sorianese che alleno e che approfitto per salutare”, dice.
Porterà con sé il ricordo dei momenti belli e anche di quelli brutti e dei colleghi con cui li ha condivisi.
“Non potendo né abbracciarci, né darci la mano, saluto affettuosamente tutti quelli con cui ho lavorato e collaborato, col dispiacere di non poter fare con loro un brindisi, ma inviando loro ‘a distanza’ un incoraggiamento per un futuro che sarà sicuramente migliore. Un saluto in particolare alla famiglia degli istruttori di tiro di tutta Italia, cui da ex istruttore sono legatissimo. E anche al personale e ai magistrati dell’ufficio gip del tribunale e della procura, con cui ho lavorato a stretto contatto per quasi 9 anni. E buona Pasqua a tutti”.
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