Tarquinia – Poche macchine, qualche runner e gruppi sparuti di ciclisti.
Il risveglio del litorale, come in tutte le altre zone turistiche d’Italia, è triste e malinconico.
Per il secondo anno consecutivo il lockdown impone regole rigide: locali chiusi, uno spostamento al giorno per raggiungere amici o parenti e nessuna possibilità di effettuare un picnic.
Lo scenario, attorno alle 9 della mattina, è surreale: stabilimenti serrati, strade deserte e pochissime persone sul lungomare.
Anche per la Tuscia la zona rossa rimarrà tale fino a mezzanotte, mentre da domani il Lazio tornerà in fascia arancione. Per il momento le zone gialle rimangono sospese, con la conseguenza che i ristoranti non riapriranno nemmeno per pranzo (se non per l’asporto), così come bar, cinema, teatri e palestre.
La scadenza del decreto è fissata per il 30 aprile, in contemporanea con la scadenza dello stato d’emergenza.
Samuele Sansonetti
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