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Viterbo – Roma ancora in difficoltà per lo smaltimento rifiuti e di nuovo gli impianti delle altre province devono correre in soccorso della capitale. Il presidente della regione Nicola Zingaretti, come aveva anticipato l’altro ieri in consiglio l’assessore Valeriani, ha firmato l’ordinanza.
Gran parte dei rifiuti dislocati arriverà nella discarica di Ecologia Viterbo, la rimanente a Civitavecchia. E la politica si scaglia contro la decisione. A cominciare da Luigi Maria Buzzi, capogruppo FdI al consiglio comunale di Viterbo.
“Per l’ennesima volta – dice Buzzi – l’inerzia della regione e di Roma Capitale rischiano di pagarla i territori del Lazio, e non solo. È uscita una ordinanza che obbliga i comuni del Lazio di farsi carico e smaltire la mole imponente dei rifiuti romani che le scellerate scelte della regione Lazio e di Roma Capitale messe in campo in questi ultimi anni non solo non hanno risolto ma, alla luce di quanto sta accadendo, addirittura aggravato.
Per quanto riguarda Viterbo e la Tuscia si tratta di 300 tonnellate algiorno fino al 20 di aprile”.
L’ordinanza prevede fino al 6 aprile, l’arrivo di 200 tonnellate da Malagrotta e 100 da Castelforte, in provincia di Latina.
Dal 7 aprile al 12 aprile alle 200 da Roma e 100 da Latina, se ne aggiungono 20 da Colfelice, in provincia di Frosinone, impianto dal quale altre 80 tonnellate troveranno posto alla discarica di Civitavecchia.
Dal 13 aprile l’immondizia da Malagrotta scende a 100 tonnellate al giorno a Viterbo, stessa quantità prevista da Latina, mentre da Frosinone passeranno da 20 a 100 tonnellate a Viterbo e 40 a Civitavecchia.
In pratica, l’impianto viterbese si troverà a smaltire rifiuti in arrivo da tutta la regione, perché oltre a Roma, Latina e Frosinone, già ospita, oltre a quelli di Viterbo, anche Rieti.
L’ordinanza è valida fino al 20 aprile e impone agli impianti di garantire la massima operatività, con turni aggiuntivi di lavoro anche nei giorni festivi e prefestivi, per garantire le richieste di smaltimento indicate.
“Torniamo – continua Buzzi – e non è certo la prima volta, a dover difendere il nostro territorio dagli errori altrui, dalla incapacità di programmazione, dalla totale mancanza di visione rispetto ad un problema che, col tempo, rischia di divenire senza soluzione a meno di non trasferire sulle province servitù di cui non sentono assolutamente bisogno. Viterbo e la Tuscia hanno bisogno di ben altro in questo momento così complicato.
Hanno bisogno di sostegno per un sistema economico che arranca dopo un anno di pandemia, per le famiglie che soffrono, per la rete delle associazioni che vede messo in pericolo il lavoro fatto fino ad oggi.
Insomma, se abbiamo criticato i ristori per quello che non sono riusciti a fare, per i ritardi, per l’assenza di una qualunque prospettiva su cui costruire il futuro, non possiamo fin da subito che schierarci contro, in tutte le sedi istituzionali e tra i cittadini, l’ennesimo scempio a cui va in contro il nostro territorio, nulla ha a che fare, quindi, con la solidarietà in un momento delicato ma molto a che fare con la volontà politica di non assumersi fino in fondo le responsabilità che governare comporta.
Giuseppe Ferlicca
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